Emma Goldman
L'anarchica che ha lottato contro l'ingiustizia
READ SOULTALE / Le ragioni per imbrattare un mantello bianco

I tedeschi lo chiamano Volksgeist: è lo spirito del popolo, forte e terribile.
Mi segue ovunque nei miei viaggi. Cambia nome, si traveste, avanza con la sua aria ammiccante, conquistando i cuori e le menti. Eppure io lo vedo, lo sento, ne percepisco l’odore nauseante anche quando si presenta sotto mentite spoglie. Anche quando conquista la fiducia dei miei amici più intimi che credono di combatterlo, mentre invece lo accolgono nell'animo. È come un grande mantello bianco che riveste le azioni più raccapriccianti, trasformando il perverso assassino in venerabile eroe, il parassita sfruttatore in cavaliere del lavoro, il tiranno oligarca in illuminato statista.

Quante strade ho percorso. Quanto odio ho raccolto. Credevo di aver esaurito le lacrime molto tempo fa e, con queste, anche le preghiere per quel Dio immobile e silenzioso in cui la mia lontana famiglia crede. È stato così fino all’Haymarket. Ma come puoi pensare alla coerenza quando la corda stringe il collo di cinque innocenti? Come puoi pensare alla coerenza quando l’unica speranza che ti resta è che la loro fine giunga rapida ? Ti tappi gli orecchi per non sentire i terribili rantoli. Distogli lo sguardo per non vedere quelle gambe fiere ridotte a tremanti radici ormai recise. Stringi i denti, serri i pugni, trattieni il respiro ed è un po’ come morire. Gli occhi umidi si posano sui volti soddisfatti delle autorità e dei proprietari delle fabbriche, interessati solo alla ripresa dei lavori. Lo sguardo incrocia quello dei poliziotti appagati per la loro rappresaglia. 

Ma dalla morte può nascere l’amore. Sono morta quell'11 novembre 1887 e da allora vivo davvero. Ho uno scopo, ho una ragione, ho un obiettivo: tingere di nero le bandiere delle nazioni. Imbratterò per sempre quel grande mantello bianco fatto di ipocrisia affinché nessun assassino possa più trovarvi riparo. Da questo impegno è nato l’amore per il mio Sasha, con il quale ho trovato la forza di lottare, di ballare e di ricercare il piacere. Ormai, il grande mantello bianco avvolge tutto e vivo nel terrore che possa cingere perfino il mio corpo. È in questi momenti di sconforto che mi specchio negli occhi di Sasha, mi nutro della sua commozione, lo stringo forte a me e vorrei che fossimo una cosa sola. Insieme tingeremo di nero le bandiere delle nazioni.

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Emma Goldman (Kaunas, 29 giugno 1869 – Toronto, 14 maggio 1939) è stata un'anarchica russa. Contribuì alla teorizzazione e diffusione del pensiero anarchico in Europa e nel Nord America. Bollata dalle autorità con il soprannome di Red Emma, girò gli Stati Uniti promuovendo scioperi, denunciando le ingiustizie del sistema capitalistico e contribuendo alla fondazione di una Lega Anti-Coscrizione nel periodo successivo allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Femminista, tenne numerose conferenze sull’emancipazione della donna, l’uso dei contraccettivi e il controllo delle nascite. L’impiccagione di cinque rivoluzionari, ingiustamente accusati dell’omicidio di alcuni agenti di polizia, eseguita nella piazza dell’Haymarket l’11 novembre 1887, rappresentò l’inizio del suo impegno politico perseguito insieme al compagno Alexander Berkman detto Sasha.

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