Emmanuel Osofu Yeboah
L'atleta che ha percorso chilometri di vita
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Ho pedalato per 612 km con la mia tenacia.
La stessa che mi ha fatto camminare per anni in un mondo di regole che scandiscono il diritto alla vita e alla dignità umana. Gli arti sicuramente delimitano il nostro corpo, ma non sono i confini dell’anima che lo abita. Quella, quando è immensa, si propaga nell’infinito che ti circonda e riempie ogni cosa. La gamba che mi è mancata mi ha cambiato la vita, e forse quella di molte altre persone.

Sulla mia bicicletta ho portato tra le terre e i popoli del Ghana il mio corpo, simbolo di protesta e di lotta per le persone come me. Nel mio viaggio non ho dato loro quello che si spettavano. Non hanno visto una circense menomazione o il furto crudele di un destino mercenario, ma una semplice diversità che mi rendeva ugualmente abile a vivere, amare, odiare e crescere come ogni altro essere umano. Non ho cercato di nascondermi all’ombra del dito accusatorio di luminari religiosi o civili, di benpensanti o di bigotti, non ho camuffato il vuoto della mia gamba, non ho smesso di sentirmi figlio di un padre che rifiutava l’idea di avermi generato.

Ho quindi proposto il mio mondo, cancellando gli angoli della realtà dove rischiavo di essere condannato, e ne ho fatto un cerchio perfetto, un tondo del quale esserne io stesso il centro.
Ho poi afferrato il sole e l’ho lasciato sempre acceso su di me, a illuminare ogni centimetro della mia pelle, perché tutti potessero vedere con assoluta nitidezza quello che io ero.
Quello che ho e quello che mi manca mi rende quello che sono.

Ho legalizzato lo sguardo fisso della società su di me e ho conquistato la mia libertà. Mostruosamente vero, terribilmente vivo, diverso e uguale a tutti. Non avevo mai smesso di camminare, solo che ora le mie gambe erano visibili a tutti. Mi sono sempre sentito il trampoliere più famoso della mia epoca. Ho provato che le grandi imprese non sono cosa di uomini perfetti ma di uomini grandi.
Con la mia vita, ho cambiato la vita delle persone che mi hanno evitato o rifiutato, regalando loro la visione di un mondo nuovo, e ho cambiato soprattutto la vita di quelli come me, per i quali ancora oggi mi batto. A questi ho regalato un esempio di speranza e la testimonianza che è necessario credere fermamente nelle proprie capacità, le quali non hanno forma, ma pura sostanza.

ABOUT / Emmanuel Osofu Yeboah

Emmanuel Ofosu Yeboah (Koforidua, 1977) è un atleta e attivista nativo del Ghana. Nasce con la gamba destra gravemente deformata, in un paese dove le deformità fisiche sono tradizionalmente considerate una maledizione. Nel 2001 percorre quasi 612 km in bicicletta attraverso la sua terra, per portare l'attenzione sulla difficile situazione dei disabili nel paese. Ottiene con una borsa di studio una bicicletta dal Challenged Athletes Foundation. Riesce a entrare al palazzo reale e a diventare il primo disabile che riceve l’ascolto del Re Yeboah che, per la sua scelta di dimostrare come la disabilità non significa non poter utilizzare i doni che Dio ci ha dato, gli riconosce il proprio rispetto. Dopo aver completato il viaggio cross-country in Ghana, il CAF lo invita a partecipare alla 2002 Triathlon Challenge a San Diego. Nel corso della sua visita i medici lo informano della possibilità di una protesi alla gamba e l’intervento chirurgico ha successo. Con i soldi guadagnati dalla vittoria di altre competizioni sportive, fonda quindi la Emmanuel Education Fund a sostegno degli studenti con disabilità.

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