Etty Hillesum
La scrittrice che riscoprì l'umanità nell'orrore
READ SOULTALE / Resta l'anima, oltre la memoria dei giorni

Resta il tempo di contarsi le ossa sotto la pelle inspessita e piagata, che non ha più colore.
Resta il tempo di accarezzarsi le ginocchia senza forma o sostanza, sporgenti da questi abiti estranei che indosso. Io. Tutti. Tutti uguali.
Restano la paglia e le lame di freddo che attraversano la schiena e levigano le braccia.
Resta un Dio svuotato di verbi e di dignità, chiamato senza forza ad addossarsi colpe che ciascuno di noi ha accumulato giorno dopo giorno.
Restano tutti gli occhi e le ombre, contati a migliaia, per trascorrere il tempo cercando un ultimo abbraccio in intimo e scorato silenzio.

Eppure, in questo spazio di crudele e feroce assenza di Umanità e Diritto, resta l’Anima che ancora sa disegnare Meraviglia con la pioggia e la polvere. Resta quell’Anima leggera che ancora permette di sollevare la testa per guardare oltre l’orizzonte di filo spinato.

Restano le radici forti tra i piedi e la terra, la ritualità del respiro e del cuore e l’inginocchiarsi grato delle palpebre.
Resta quell’unico scheletro che ancora sostiene questo corpo inconsistente: la Dignità.
Resta la lucidità dell’Esistere, sempre e comunque.
E resta, oltre la memoria di questi giorni consumati e torturati, la Fede indissolubile nell’Amore.

ABOUT / Etty Hillesum

Etty Hillesum (Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943) è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah. Donna giovane e vitale, laureata in giurisprudenza e appassionata di filosofia, si avvicinò alla psicologia e iniziò, per questo, a scrivere un diario. Durante la guerra, pur avendone la possibilità, si rifiutò di fuggire facendo ricadere il suo destino sulla vita di un’altra persona e accettò di entrare in un campo di concentramento. Di lei ci restano gli undici quaderni che compongono il suo diario e le sue lettere, ricchi di spiritualità e amore per la vita.

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