Eugenio Barba
Il regista teatrale del baratto culturale
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Mi hanno invitato qui, in qualità di maestro della ricerca teatrale, per parlare di teatro. È paradossale, se ci pensate, che le persone di teatro, che discutono della loro professione, utilizzino il linguaggio verbale, quando si sa che il nostro mestiere è di usare tutta un’altra comunicazione, fisica, fatta di sonorità, dinamismi e pause. Ora sono qui e probabilmente invece che spiegarvi a parole il mio teatro, dovrei mostrarvelo senza aggiungere molto altro. Ma l’essere umano è abituato alla tranquillità e a quello che si aspetta. Se viene ad una conferenza sul teatro vorrà sentire di teatro, non vedere il teatro. Ed è su questa affermazione che cado nel mio piccolo gap riguardo la concezione della regola del teatro. In teatro, come in ogni disciplina artistica, esiste una sola regola: non devono esistere regole. Il teatro, se uno lo vuole fare povero lo fa povero, se uno lo vuole fare ricco, lo farà ricco. Ognuno lo fa secondo i suoi bisogni e le sue possibilità.  

Non ci sono vocazioni, ma necessità di espressioni. Non ci sono tecniche, come per esempio nella danza, ma l’attore deve solo inventarsi il suo modo di usare la propria presenza, il proprio linguaggio, la propria materialità che è fisica e interiore.

Se sia utile parlare di teatro? Beh, alla fine il teatro non ha una codificazione univoca. Cioè, ci sono un attore e uno spettatore. L’attore ha davvero solo un compito necessario, quello di non far annoiare lo spettatore. Tutto quello che c’è in mezzo è lavoro personale, è una propria visione. Questo è il training, l’apprendistato che propongo ai miei attori.

Niente di più. Non credo ci sia altro da aggiungere, se non di aspettare e vedere qualcosa accadere.

ABOUT / Eugenio Barba

Eugenio Barba (Brindisi, 29 ottobre 1936) è un regista teatrale italiano. Amico e allievo di Jerzy Grotowski, è fondatore dell’Odin Teatret. Barba ha modificato il concetto di lavoro di Grotowski attraverso una pratica teatrale che porta l’attore a un contatto con la propria interiorità. Studiò in Polonia e apprese varie tecniche in India, Francia e Stati Uniti. Nel 1964 tornò a Oslo, intenzionato a diventare un regista teatrale professionista, ma non fu ben accolto perché straniero. Così inaugurò un teatro personale. Raccolse un gruppo di giovani che non avevano superato la prova di ammissione alla Scuola Teatrale di Stato di Oslo e creò l'Odin Teatret. Nel 1979 fondò l'ISTA, la Scuola Internazionale di Teatro Antropologico, per approfondire pratica e pedagogia applicate alla performance. A essa aderiscono studiosi e artisti di tutti i continenti, dialogando attraverso le proprie arti e la propria pratica. Tra le pubblicazioni più recenti, tradotte in molte lingue, figurano La Canoa di Carta, Teatro: Solitudine, Mestiere, Rivolta, Terra di Ceneri e Diamanti.

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