Fabrizio De Andrè
Il cantautore che ha rischiato la libertà
READ SOULTALE / La mia parola è libertà

Vivo di parole. Le scelgo con cura, le penso con amore e precisione.
Le parole sono uno strumento potente di creazione. Danno un’identità al mondo in cui vivo, un mondo fluido, magmatico e imprendibile. Quello che desidero è esprimere, attraverso le parole, realtà ambigue, contraddittorie, impossibili da sovrapporre dentro e fuori di noi. Dentro e fuori di me.

Non mi piace essere definito poeta. Non approvo una vita relegata nei confini fittizi di qualsiasi definizione.
Non mi piacciono le recinzioni, le prigioni e le esclusioni. Voglio conoscere il mondo, tutto, voglio entrarci per liberare e per liberarmi. Accosto le parole alla musica per raccontarlo, questo mondo. L'unico possibile, l'unico cantabile e l'unico narrabile. 

Sono un cantastorie con le corde della chitarra a farmi da dita e le ali dell'immaginazione per volare sull'altalena del mondo. Con Nina. Con tutte le donne che hanno occhi per vedere e sguardi da catturare.
Canto quello che vivo, vivo quello che vedo e quello che leggo. Canto un mondo che esiste quasi nascosto, popolato da persone pragmatiche, rappresentative delle categorie escluse dai benpensanti moralisti e dai borghesi. Racconto gli altri e racconto me.

Anime salve, prestatemi le vostre vite in bilico alla periferia della cosiddetta società civile. Regalatemi il vostro sguardo sghembo che trafigge la vita di striscio.
Sono il cantastorie che vi sposterà dalle quinte al centro di questo palcoscenico.
La vostra verità non è meno reale della mia.
La vostra verità è il mondo. Questo mondo.

ABOUT / Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore italiano. Ha cantato rischiando libertà strada per strada e scordandosi quella verso casa. Ha gioito, pianto, bevuto da solo e in compagnia, finendo con l'evaporare in nubi rosse e centrando le feritoie della notte o del giorno. Ha amato donne che sono passate e altre che sono rimaste, ha lavorato la terra e ha coltivato passioni. Ha scritto la meraviglia in parole e in musica. Di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste, è stato anche uno degli artisti che maggiormente ha valorizzato la lingua ligure e altri idiomi come il gallurese e il napoletano.

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