Fernando Pessoa
Il poeta dalle tante identità
READ SOULTALE / La mia patria è il portoghese

Ripercorro a ritroso la rotta che fece la nave Fuchal dieci anni fa per condurmi, ancora bambino, lontano da Lisbona. Allora le circostanze, e non il mio volere, mi portarono altrove da quella che è la mia patria.

E oggi, invece, chi riporta a casa questa nave?
Semplicemente un ragazzo pacato, volutamente enigmatico forse, che ancora riflette su come si guadagnerà da vivere.

Oh sì, credo di aver sempre saputo scrivere e non smetto di farlo dall’età di sei anni.
Tuttavia esser poeta e scrittore non costituisce professione, ma vocazione.

Fino a oggi ho affidato senza indugio i miei pensieri, i miei sogni e le mie poesie alla lingua inglese, ma in questo viaggio verso il Portogallo mi accompagna l’idea che la mia patria è la lingua portoghese.
È forse passeggiando nei vicoli affollati dell’Alfama che incontrerò un altro me, l’ennesimo conoscente inesistente.
Lui è nato tra i sette colli della città, allevato dalla delizia e dalla nostalgia di questo luogo benedetto.

Sono quasi arrivato e poco importa se le mie poche diottrie non mi hanno fatto ancora scorgere la grazia militare della torre di Belèm, eppure sento già il profumo del fiume Tago.

Cheira bem, cheira a Lisboa… profuma di buono, profuma di Lisbona.

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Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935) è stato un poeta, scrittore e aforista portoghese. Visse l’infanzia e la prima giovinezza a Durban, in Sudafrica, e ritornò nella capitale natia quando era all’incirca un diciassettenne. Appassionato di occultismo e legato alla massoneria, resta ancora oggi un personaggio enigmatico.

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