Frank Lloyd Wright
L'architetto dall'incoerenza geniale
READ SOULTALE / Un'idea non cadrà mai sotto i colpi della realtà

Un musicista compone una sinfonia e costruisce un edificio di suoni; io garantisco l’integrità spirituale di una struttura e la cullo nella mia mente, affinché ogni particolare sia in relazione con il tutto in un religioso spazio organico.

La mia famiglia ha sempre avuto una profonda fede unitariana, e io stesso ne sento l’influsso nel mio lavoro. L’importanza del singolo individuo è cruciale, soprattutto nel sentimento intimo con la Natura. Ecco, la Natura è il mio Dio. Essa è la bellezza, il macrocosmo in cui ogni minimo particolare intona un canto nella sinfonia perfetta del mondo.

Non ho mai accettato di rientrare in un cliché, la coerenza non fa per me. Gli spiriti grandi tracciano la loro strada da soli, senza dare spiegazioni e senza cercare di essere compresi: questo è un insegnamento di mia madre, la quale mi ha iniziato alle letture di Emerson. Molto devo molto a quella donna, anche se non voglio svelare ciò che mi ha influenzato, ciò che ho apprezzato nel corso della mia formazione. Non è questo il metodo per conoscere la mia storia. Bisogna vivere invece la mia architettura, conoscere i luoghi e visitarli. Bisogna scovare gli ingressi celati tra le fronde in molte delle mie dimore, o assaporare la protezione e il calore dei miei focolari domestici, da cui ammirare il panorama senza essere visti. Piani sovrapposti si alternano in strutture geometriche con mobili che sono degni e conformi a spazi simili.  

Quand’ero piccolo giocavo con le creazioni di Fröbel: mi aiutavano a riflettere e tuttora, mentre lavoro, mi ritrovo a ripensarci spesso. Non si può sfuggire alla propria infanzia e ai propri ricordi, sono il passaporto per qualsiasi successivo avvenimento o pensiero.

Non ho mai voluto costruire qualcosa di strutturalmente duraturo: io creo idee, sostanze perfette illuminate dal Sole della verità, della Natura. Piova pure in casa: non andrà mai a intaccare l'inafferrabile. Io suggello l'eternità dell'ideale.

Poco importa che abbia lasciato la mia prima moglie e che abbia tradito quel tanto predicato focolare domestico. Questi sono gli accidenti della realtà, o forse la storia che si ripercuote su di me, ma la perfezione dei miei progetti rimane. Vivete i miei spazi, dialogate con la Natura: non è più il tempo delle parole. 

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Public domain. Attribution: New York World-Telegram and the Sun staff photographer (Al Ravenna).

Frank Lloyd Wright (Richland Center, 8 giugno 1867 – Phoenix, 9 aprile 1959) è stato un architetto statunitense. Nell’epoca in cui visse, la disciplina architettonica fu innovata in due correnti spaziali precise: una fu quella di Wright, denominata movimento organico, che teneva conto dell’aspetto umano, psicologico e qualitativo dell’abitare umano; l’altra fu il funzionalismo, legato più a una visione quantitativa, sorto a Chicago tra il 1880 e il 1890, ma sviluppatosi poi soprattutto in Europa con Le Corbusier. L’idea di una pianta libera era l’elemento in comune. La formazione di Wright fu influenzata dalle aspirazioni della madre. Iniziò con i giochi fröbeliani, sagome di giocattoli in legno con particolari forme geometriche, poi fu catturato dalla fede unitariana, una forma estrema di protestantesimo, con una visione romantica della Natura, intrisa della forza di Dio. La visione del padiglione giapponese alla fiera colombiana di Chicago nel 1893 fu una svolta cruciale per le sue ricerche e per la visione di un’architettura platonica. Scrisse molti saggi teorici per sostenere le sue opere e per dare voce al suo pensiero.

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