Giorgio Perlasca
Il commerciante che non distolse lo sguardo
READ SOULTALE / Cos'altro si poteva fare?

La gioventù è l’età della lotta. Quando si è ragazzi si vuole battersi per qualcosa, ci si aggrappa a dei valori, si cercano dei condottieri dietro ai quali marciare. Il partito fascista ci aveva dato tutto questo, una bandiera e un uomo di potere sotto i quali schierarci. 

Ma il nazismo era tutta un’altra cosa. Quando cominciarono le deportazioni anche in Italia, compresi che i condottieri possono essere comprati. Ero in Jugoslavia quando, nel 1943, rifiutai di aderire alla Repubblica di Salò e diventai un ricercato. Trovai asilo nell’ambasciata spagnola. Là, siccome da ragazzo avevo combattuto volontario per i franchisti, mi conferirono una cittadinanza e un passaporto fittizi. Divenni così Jorge Perlasca. Conobbi Sanz Briz, ambasciatore spagnolo di Budapest, impegnato insieme ai diplomatici di altre nazioni, a contrastare le deportazioni degli ebrei ungheresi con il rilascio di salvacondotti. Lavorai al suo fianco fino al 1944, quando le Croci Frecciate presero il potere in Ungheria. Sanz Briz lasciò il paese per non riconoscere il governo filonazista. Sembrava che fosse tutto finito. 

Eppure, se c’era una cosa che avevo imparato in tutti quegli anni, era che gli uomini di potere diventano tali non perché ne hanno le qualità, ma perché abbastanza gente ci crede. Io non ero un uomo di potere, ma sapevo come diventarlo. 

Falsificai dei documenti che mi attestavano come “facente funzioni” dell’ambasciatore Sanz Briz. Cosa che mi dava la possibilità di continuare a firmare salvacondotti per gli ebrei. Certamente era tutto falso. Se mi avessero scoperto mi avrebbero fucilato. Ma che altro potevo fare? La vita ci pone di fronte a delle scelte cui non possiamo sottrarci. Paura o non paura, il punto è fare la cosa giusta, nonostante il terrore schiacciante. Per la mia coscienza nessun peso sarebbe stato più opprimente delle migliaia di vite che avrei potuto salvare. Se dovevo morire, pazienza. Almeno, finché non mi avessero stanato, avrei salvato tutti quelli che potevo.

Per qualche insperata benedizione, non mi scoprirono mai.

ABOUT / Giorgio Perlasca

Giorgio Perlasca (Como, 31 gennaio 1910 – Padova, 15 agosto 1992) è stato un funzionario e commerciante italiano. Aderì al Partito Fascista e prese parte, come volontario, prima alla guerra d'Etiopia e poi alla guerra civile di Spagna, nel Corpo Truppe Volontarie a fianco dei nazionalisti del generale Francisco Franco. Al principio della seconda guerra mondiale, Perlasca si ritrovò a lavorare in Jugoslavia e, dal 1942, in Ungheria in qualità di agente per una ditta di Trieste. E proprio qui, nell'inverno del 1944, fingendosi console spagnolo, salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi, strappandoli alla deportazione e all'Olocausto. La vicenda non ebbe alcuna attenzione per molto tempo finché, nel 1987, alcuni Ebrei ungheresi residenti in Israele lo rintracciarono, divulgando la sua storia di coraggio e solidarietà. È stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni.

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