Gregory Corso
Il poeta beat che seguì il fiume e si fece mare
READ SOULTALE / La libertà è poesia

Quando nasci straniero, randagio e vagabondo, e la strada, con la sua legge come unico riferimento, fa da grembo, accoglie e plasma, poi spinge, butta in là fino a dimostrarti che il suo diritto coincide con il tuo, puoi anche finire a diciassette anni in prigione senza aver compromesso nulla.
Tutt'altro, ne puoi uscire libero, colto e innamorato. Fanciullo eterno traboccante di paradiso, rapito e consacrato per sempre alla Bellezza, quella che solo la parola immaginata sa creare e infondere.
Così succede che all’inferno, tra negri che odiano bianchi, vecchi che pisciano in bocca ad altri vecchi, salvando culo e cuore, abbracci l’estasi e la redenzione, rinasci innocente e ti appresti a partire. Senza un posto dove andare o una casa in cui tornare, senza voler cambiare nulla.

Solo libero di pensare, sentire e scrivere.

E di viaggiare, spostarsi da un continente a un altro, dormire all'aperto su una panca, pranzare alle tre di notte e cenare alle quattro del pomeriggio, amare donne diverse, improvvisare giornate e incontri, vivere la notte con l'intensità del giorno, senza regole e limiti, ancorato unicamente a quello che sei.
Se ascolti quel grido, quel battito che bercia dal petto e che ti chiede di seguire il fiume del tuo destino senza cedere a sirene e lusinghe, probabilmente la tua vita non sarà comoda. Di certo sarà buona. La mia lo è stata.

In fondo è la vita che fa la poesia.

ABOUT / Gregory Corso

Gregory Nunzio Corso (New York, 26 marzo 1930 – Minneapolis, 17 gennaio 2001) è stato un poeta statunitense. Poco dopo la sua nascita i genitori, di origine italiana, si separarono ed egli trascorse la sua infanzia tra abbandoni, orfanotrofi, fughe e riformatori. Arrestato per rapina a diciassette anni, in carcere conobbe e si innamorò della letteratura dell'Ottocento e cominciò a scrivere poesie. Uscito di prigione incontrò Allen Ginsberg che lo introdusse ai membri della scena letteraria beat, della quale fu uno dei massimi esponenti e interpreti. Per tutta la vita si fece messaggero della poesia cui era devoto rifiutando compromessi, vivendo povero e ai margini, proclamando la sua libertà e facendosi manifesto vivente di una generazione che reclamava l’indipendenza dai legami e dai diktat sociali, cercando nuove dimensioni di conoscenza tramite il viaggio, l'alcol e l'uso di droghe. Tra i suoi componimenti poetici più noti spiccano i versi di Bomba, provocante poemetto sul tema dell'odio redatto in forma di fungo atomico, e di Matrimonio, ironica dissacrazione dello sposalizio in quanto istituzione.

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