Hannah Arendt
La donna che capì il male
READ SOULTALE / Il male è banale

Banale significa senza radici, e il male è banale. Non è radicato e non è mai radicale, soltanto estremo. Può invadere e devastare tutto il mondo perché cresce in superficie come un fungo e come un fungo si propaga. Avete mai giocato al telefono senza fili? La frase che dice all’orecchio il primo partecipante non è mai la stessa che pronuncia l’ultimo. Spesso è talmente lontana che non ci si riesce a spiegare come sia potuto accadere. Si ripete di orecchio in orecchio senza pensare. Si ripete una frase, e allo stesso modo si ripete un gesto, o si obbedisce a un ordine. Ci hanno detto di ripetere e noi ripetiamo, a prescindere dal fatto che la frase sia priva di senso logico. L’incapacità di pensare non è stupidità, può essere presente nella gente più intelligente e la malvagità non è la sua causa, ma è necessaria per causare piccoli e grandi mali. Pensaci.

Guardati intorno, guarda quanto è banale il male. Guarda il male che fa un uomo a una donna quando questa lo lascia. Non importa quanto lei sia distrutta dal dolore, non importa se ha deciso di troncare una storia che la faceva star male, non importa che lei abbia sofferto durante e dopo. Lei ha deciso e lui, con il dolore di chi pensa di aver subìto una scelta non voluta, si sente legittimato a mettere in atto tutta una serie di comportamenti per ferirla, fino alla sfinimento. L’amore non cosciente si trasforma spesso in rancore e rabbia. Il male è banale e chi lo compie difficilmente si giudica colpevole. Credi sia banale l’esempio rapportato allo sterminio degli ebrei? Certo che lo è. Ma tendiamo a etichettare come male quello che invece è una mostruosità e un abominio, e a non guardare il male che facciamo a chi ci circonda e a chi ci vuol bene. Come definisci il comportamento dell’uomo che uccide la donna perché questa non lo ama più? Ogni giorno ci sono donne che vengono stuprate, derise, etichettate e giudicate. Ogni giorno ci sono uomini che vengono picchiati, torturati e uccisi. Pensi che questi comportamenti siano lontani da te? Non hai mai criticato? Non hai mai giudicato? Ti giudichi una buona persona?

Anche Eichmann si giudicava un buono. Seduto in quella cabina di vetro diceva che si era limitato a eseguire gli ordini, che aveva ritenuto disonesto non eseguire il lavoro che gli era stata affidato, che la sua coscienza gli imponeva di essere leale con i suoi superiori. Il male è banale, e il suo inizio ancora di più. Pensa prima di parlare. Le parole possono uccidere, esattamente come le azioni.

ABOUT / Hannah Arendt

Hannah Arendt (Hannover, 14 ottobre 1906 – New York, 4 dicembre 1975) è stata una filosofa, storica e scrittrice tedesca naturalizzata statunitense. Dopo l’invasione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale dovette emigrare negli Stati Uniti assieme a sua madre e al marito Heinrich Blucher con l’aiuto del giornalista statunitense Varian Fry. Divenne attivista nella comunità ebraica tedesca di New York. Tra il 1960 e il 1963 seguì il processo Eichmann dal quale prese spunto per scrivere La banalità del male.
 

 

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