Henry Dunant
Il filantropo che fondò la Croce Rossa
READ SOULTALE / In ricordo di tanta umanità

Nessuno qui a Parigi sa chi sono.
Quello che gli altri vedono è un uomo malconcio, ridotto in miseria, che vaga per le vie della città.
Ma non è di essere riconosciuto che mi importa. A me interessa ricordare chi sono perché, sotto la barba lunga e gli abiti sudici, sono certo di poter ritrovare il visionario di sempre. Ho ancora progetti importanti da compiere e non mi scoraggio, dal momento che l’esperienza mi ha insegnato che anche dal dolore e dallo sdegno nascono le grandi idee.

Anni fa, nell’orrore della guerra, la mia intraprendenza ha dato vita alla più influente organizzazione umanitaria del mondo. È solo merito della mia folle determinazione se oggi esiste il Movimento Internazionale della Croce Rossa e, nonostante ciò, sono stato lasciato cadere nell’oblio senza alcun riguardo.

Ogni giorno sopporto le privazioni e i morsi della fame. Possiedo un solo vestito e, quando decido di lavarlo, sono costretto a rimanere nella mia soffitta finché non si è asciugato per poterlo poi indossare di nuovo. Durante queste attese, più che mai, nella mia testa risuonano le parole che avevo sentito sulla bocca di tanti soldati a Solferino: “Ah, signore, noi ci siamo battuti bene, e ora ci abbandonano".

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Jean Henri Dunant, più noto come Henry Dunant (Ginevra, 8 maggio 1828 – Heiden, 30 ottobre 1910) è stato un umanista, imprenditore e filantropo svizzero. Crebbee in una famiglia agiata, di religione calvinista, e sin da giovane si dedicò con passione agli affari, dimostrando nel contempo una spiccata sensibilità per i bisognosi. Si trovava a Solferino durante la Seconda Guerra d’Indipendenza italiana e, a seguito di una cruenta battaglia, si accorse che in guerra non esisteva personale sanitario che potesse alleviare le sofferenze dei feriti. Tornato a Ginevra, scrisse Souvenir di Solferino e fondò nel 1863 la Croce Rossa Internazionale, una società di soccorso volontario e neutrale che ha il compito di aiutare i feriti di guerra. Nonostante l'impegno sociale e l’indiscusso merito, a causa di problemi finanziari venne allontanato dal movimento e dalla città natale. Si trasferì prima a Parigi e poi a Heiden, vivendo in condizioni di estrema povertà. Nel 1901 gli venne conferito il premio Nobel per la pace.

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