Henry Miller
Lo scrittore del relativismo dell'essere
READ SOULTALE / Attraverso un bicchiere

Non sarei mai andato in Francia se non fosse stato per l’eloquenza di quei monumenti, se non fosse stato per quella magnifica torre che mi ha attratto sin da quando ero bambino. La Torre Eiffel, l’Arco di Trionfo, l’edificio che ospita il Louvre, Notre Dame, i ponti sulla Senna che, come tutti gli elementi architettonici di qualsiasi città, rappresentano la vita umana e il suo fluire. Passeggiando lì attorno si possono assaporare la voluntas dell’uomo, la sua arte, il suo savoir faire e persino il suo desiderio di onnipotenza, quello stesso desiderio che percepisco quando, vagabondando per il mondo, ascolto i discorsi degli uomini e i racconti delle esperienze più insolite.

Ed è stato proprio a Parigi che, seduto in un bistrot in compagnia di Margherita, ho osservato la conversazione di due avventori seduti accanto a noi attraverso il mio bicchiere, un calice bombato e trasparente che conteneva lo champagne che avevamo appena ordinato.

Parlavano, anzi, discutevano animatamente, in merito a un loro conoscente, tale Miguel. Dalle parole che usavano si comprendeva benissimo che questa persona non doveva essere proprio uno stinco di santo, bensì un uomo abile a inventarsi qualsiasi scusa pur di riuscire in ciò che faceva, anche a danno degli altri. Ascoltandoli e scrutandone le espressioni del volto ho pensato alla mia vita, a quella dei miei genitori, di Margherita e dei miei amici. Ognuno di noi ha combattuto con qualcuno, anche solo metaforicamente, e l’ha fatto uscendone talvolta vincitore, talvolta vinto. Quando si è sconfitti lo stato d’animo che si vive non è sereno. Il turbamento e il senso di sconfitta hanno il sopravvento e creano una frustrazione più o meno profonda, spesso difficile da superare. Proprio come quella che emergeva dalle parole e dai toni del francese che, seduto alla mia destra in quel bistrot di Rue Allemagne, potevo osservare tranquillamente attraverso il riflesso prodotto dal mio bicchiere.

Così, mi ritrovavo a pensare che, se si potesse riavvolgere il nastro e guardare di nuovo ciò che è accaduto, come uno spettatore guarda un film in una sala cinematografica, si riuscirebbe a percepire l’essenza di ogni singola esperienza, giungendo a ritenere che, il più delle volte, non c’è nulla di sbagliato al mondo, nulla di imperfetto, ma che tutto è relativo. Relativo al modo in cui guardiamo le cose.

ABOUT / Henry Miller

Henry Valentine Miller (New York, 26 dicembre 1891 – Pacific Palisades, 7 giugno 1980) è stato uno scrittore, pittore, saggista e reporter di viaggio statunitense. La sua molteplice personalità si riflette soprattutto nella scrittura che è del tutto sperimentale e, proprio per questo motivo, affascinante. Visse una vita intensa e travagliata, in parte per volontà personale, in parte come conseguenza delle proprie scelte e azioni. Riconobbe come maestro Arthur Rimbaud e, fino al termine della vita, continuò ad apprezzarlo e a seguirlo proponendo scritti che spesso sfidavano i valori culturali e morali americani.

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