J. K. Rowling
La mamma di Harry Potter
READ SOULTALE / Le storie sono incantesimi

Come potrei dirvi di me senza parlarvi di Harry Potter? Harry Potter di qua, Harry Potter di là, Harry Potter di su, Harry Potter di giù... Per anni è stato un fenomeno di follia collettiva che perfino io che sono la sua mamma ho dovuto distaccarmene per poter essere qualcos'altro oltre alla mente che l'ha partorito. Ma è innegabile che quel maghetto a me ha cambiato la vita e le sue sue avventure abbiano incarnato per una generazione di bambini, e non solo, miti e archetipi così atavici da trovare sempre nuove forme per essere raccontati. Ho costruito un Olimpo contemporaneo, dallo Zeus che porta il nome di Albus Silente agli umani ai suoi piedi, i Babbani.

Io nella saga della Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts mi sono divertita a creare un mondo. Come fa sempre la narrativa, del resto, a volte bene e altre meno. Quello di Harry, per renderlo credibile, l'ho immaginato nei minimi dettagli, lavorando intensamente di fantasia. È un mondo con una sua geografia: dal binario 9 e ¾ della stazione di King's Cross a Londra al villaggio di Hogsmeade, dai sotterranei della banca Gringott alle celle della prigione di Azkaban, ci ho passeggiato dentro, come nei corridoi di casa mia. Ha le sue regole: le ricette delle pozioni, gli effetti degli incantesimi, il funzionamento delle bacchette magiche e tutte quelle storie complicate degli Horcrux e degli oggetti magici leggendari delle quattro case di Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero. E ci ho messo tanti dettagli, dai modelli delle scope volanti del gioco del Quidditch alla figurine dei maghi famosi nelle confezioni delle Cioccorane, dall'idromele di madame Rosmerta al colore di zellini, falci e galeoni. Alcuni non se li ricorda nessuno, ma a me sono serviti per viverci dentro a quel mondo, in tutte le mattine in cui facevo la pendolare in treno e, guardando scorrere attraverso il finestrino i paesaggi grigi dell'Inghilterra, volavo a Hogwarts.

Se ho pensato tutto dall'inizio? Boh, non lo so. Sapevo molto ma non tutto; e alla fine i conti sono tornati. Tutto si è incastrato, come per magia. Quello che so è che conoscevo il finale, verso cui mi sono lasciata guidare capitolo dopo capitolo, affidandomi sia all'ispirazione che alla ricerca e alla disciplina che fanno parte del lavoro dello scrittore. 

Se non avete letto Harry Potter, vi è venuta la voglia di farlo e non volete spoiler, fermatevi qui. Perché sulle conclusioni a cui sono arrivata ci tengo a dire un'altra cosa. La storia di Harry, Hermione e Ron ha un lieto fine come la maggior parte delle fiabe ma nella mia c'è un elemento che spero che voi, bambini ormai cresciuti, vi ricordiate. Harry il suo nemico Voldemort non lo sconfigge con la forza e con la violenza, ma con l'incantesimo Expelliarmus: il disarmo. Quando nella vita sarete di fronte a quello che considerate il nemico, ricordatevelo: non attaccate, ma disarmate. Solo così la guerra, dentro e fuori di voi, avrà fine.

ABOUT / J. K. Rowling

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965), meglio conosciuta come J. K. Rowling, è una scrittrice britannica. La sua vocazione si palesò già in tenera età: a sei anni scrisse la storia di Rabbit, un coniglio malato di morbillo, mentre a dodici scrisse un romanzo che trattava di sette diamanti maledetti. La sua fama è legata a quella della saga di Harry Potter, composta da sette romanzi pubblicati nel corso di dieci anni, dal 1997 al 2007, durante i quali il maghetto e i suoi compagni di Hogwarts sono cresciuti insieme ai milioni di fan sparsi in tutto il mondo. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo libro totalmente slegato dalla saga, Il seggio vacante (The Casual Vacancy). Nel 2011 è stata inserita da Forbes nella classifica delle donne più ricche del Regno Unito.

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