James Cook
Il cartografo salutista
READ SOULTALE / Andare per mare a trovare la terra

Il fatto è che fin da bambino mi è sempre piaciuto esplorare. Ma anche disegnare. Così come mi è sempre piaciuto il mare. Pertanto ho unito le tre cose e ho cominciato a segnare contorni sulle carte a quello che vedevo navigando per le vie d'acqua. Ne ho fatto una passione e un mestiere. Alla Marina Mercantile ho preferito quella Reale perché mi offriva forme di espressione più interessanti del mero commercio. Alcune pericolose, come gli attacchi alle navi francesi durante la Guerra dei sette anni. Altre irresistibili, come quella volta che mi hanno spedito nel Pacifico per osservare il passaggio di Venere davanti al Sole. Riuscite a immaginare qualcosa di più romantico?

Mi hanno dedicato luoghi e strutture di ogni sorta: una manciata di isole, un monte, uno stretto, una baia, un ghiacciaio. E poi musei, che non amo granché poiché sono pur sempre luoghi circoscritti e per me claustrofobici, così come le statue che mi immortalano in una fissità che non mi appartiene. In Australia c'è anche un'università che porta il mio nome. Già la preferisco, se non altro là dentro si viaggia con la mente. Mi piace altresì che mi abbiano intitolato una fermata della stazione ferroviaria nel Nord Yorkshire. Anche se nei miei 12 anni di esplorazioni ho preferito la vela, non ho pregiudizi sui mezzi che consentono di spostare un po' più in là il proprio orizzonte. Ed è per questa ragione che sono particolarmente fiero del camper Westfalia su cui si legge il nome che mi appartiene.

Mi sono spinto piuttosto oltre con i viaggi, non altrettanto con gli anni, perciò non so dire se ho fatto in tempo a diventare sufficientemente saggio per dare consigli. Tuttavia due cose mi sento in dovere di dirle. Non restate fermi, muovetevi, andate in giro. Non occorre che prendiate il mare, c'è sempre di che scoprire perfino dietro casa. Fate però attenzione agli indigeni, talvolta sono dannatamente suscettibili.

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James Cook (Marton, 27 ottobre 1728 – Hawaii, 14 febbraio 1779) è stato un esploratore, navigatore e cartografo britannico. Puntiglioso reporter di ogni aspetto degno di interesse, le sue annotazioni furono infatti storiche, antropologiche, botaniche e naturalistiche. Un patrimonio geografico e scientifico che ha influenzato il mondo fino al XX secolo. Per tre volte e per tre anni fu impegnato in spedizioni nell'oceano Pacifico. Attento alla propria salute e a quella dell'equipaggio, riuscì a scongiurare lo scorbuto somministrando ai suoi uomini malto, crauti, marmellata di carote, sciroppo di arance e limoni e infuso di sassofrasso. Non gli andò altrettanto bene con la malaria che si portò via anche l'abile Tupaia, un sacerdote polinesiano che possedeva conoscenze geografiche del Pacifico meridionale su un'area di 5.000 chilometri di diametro. Morì accoltellato dagli indigeni dopo aver scatenato una lite per il furto di una barca.

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