James Joyce
L'esule astuto
READ SOULTALE / Via da Dublino

Nora. La conosco appena e ora siamo in viaggio insieme. Nel suo grembo forse c'è mio figlio. O mia figlia. Forse ha solo fatto male i conti. Preferirei un maschietto. Gli insegnerei a cantare. A leggere il francese.

A Zurigo parlano tedesco. Ho scritto al direttore della Berlitz che parlo tedesco: ho mentito. Mi licenzieranno? Prima di cominciare? Dirò che Nora è incinta, anche se non lo è. Avranno pietà di me.

Quella volta che mi ha fatto entrare al Finn's Hotel dalla porta sul retro e ci siamo infilati nella suite. Forse è stato allora. Quanti giorni sono passati? Non avevo mai dormito in una suite. Le tende erano chiuse, le precauzioni sono importanti, potevano vederci dalle finestre in corridoio. Era buio. Era giorno ma era come se fosse notte. Ora è notte e Dublino è sempre più lontana. La puzza del porto è svanita. Vedo poche luci. Dublino è mal illuminata, peggio di Parigi. Pochi lampioni. Quanti lampioni ci saranno a Zurigo.

Mi piace viaggiare in nave perché mi culla, sono di nuovo un bambino. Chiudo gli occhi, li riapro ma non resisto a lungo. Li richiudo. È bello. Nora russa: non ho mai dormito con una donna che russa. Forse è il raffreddore. Forse è incinta. Se una donna è incinta russa?

La grammatica tedesca non è difficile, ma le parole sono lunghe, davvero lunghe. Sono luuunghe. Le parole tedesche. Sono difficili da pronunciare tutte d'un fiato, devi controllare la respirazione, è più facile cantarle gli insegnerò arie di Mozart e Rossini imparerà anche l'italiano apriremo tutte le tende della casa lasceremo entrare il sole e far uscire le nostre voci i lampioni illumineranno la città a giorno e questo mare scuro e il mio cuore che batte saranno solo un ricordo.

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James Joyce (Rathgar, 2 febbraio 1882 – Zurigo, 13 gennaio 1941) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Tutte le sue opere sono accomunate da due elementi: Dublino, dove è nato e cresciuto, e l'esplorazione delle possibilità del linguaggio. Nel 1904 Joyce lascia la capitale irlandese con la futura moglie Nora, imponendosi un volontario esilio da un ambiente che considera gretto e meschino; per il resto della vita sarà sempre in viaggio, eppure tutte le storie che scriverà saranno ambientate a Dublino. Fra le sue opere più note i romanzi Ritratto dell'artista da giovane e Ulisse, che si conclude con un lungo monologo interiore.

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