Janis Joplin
La regina bianca del blues
READ SOULTALE / Cantando il fuoco dell'anima

Il mio fuoco nasce dove sono nata anch'io, a Port Arthur. Un condotto petrolifero grigio, scialbo e piatto. Un postaccio dove quello che succede in giro, là non succede mai. Mica ci potevo crepare in quel buco di niente. Io non mi rassegnavo a una vita come tutti. Al diavolo le ipocrite convenzioni. Non sarei mai diventata quella che volevano gli altri. Non avrei mai avuto una casa dallo steccato bianco, una famiglia, dei figli.
Io la mia libertà me la sono presa. Perché la vita non si vive per finta. Lei ti aspetta sulla strada.

Al volo, come un uccello in fuga da una trappola di pregiudizi, ho lasciato il Texas e sono arrivata a San Francisco. Ricercavo la perla, il tesoro della mia anima. Io, con la mia voce, cantavo la libertà. Ruvida, appassionata, torrida, lacerata, stravolta. Filtrata, delirante, oltraggiosa, a tratti incoerente ma sempre caparbia e sincera. Vera. Che quando canto non penso. Chiudo gli occhi e mi sento bene. È il mio cuore a vibrare. S'incendia, sussulta e si strugge. Quando invoca un uomo da amare e al quale donarsi a piccoli pezzi. Quando sul palco fa l'amore con venticinquemila persone e poi torna a casa da solo. Quando esige colore, fluorescenze psichedeliche e boa variopinti, inseguendo Pearl, gemma dai larghi cappelli e bracciali tintinnanti. Fremiti e fermezze, immensità e tragedia.

A quante vite ho dato voce e calore. Di tutte ne ho svelato il sentimento, un feeling speciale d'appartenenza. Ma sono rimasta sempre me stessa e fedele al mio fuoco.
Un'onda di fiamme che mi ha travolta e bruciata viva.
Io, miserabile, salvata da un suono.
How sweet the sound that saved a wretch like me.

ABOUT / Janis Joplin
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Janis Lyn Joplin (Port Arthur, 19 gennaio 1943 – Los Angeles 4 ottobre 1970) è stata una cantante statunitense. Ispirata dalle melodie dei grandi interpreti neri del blues e dai poeti beat, arrivò a San Francisco ed entrò a far parte della band Big Brother and the Holding Company. La sua personalità dirompente e la sua voce roca, abrasiva, appassionata e struggente la consacrarono, in una cultura prevalentemente maschile, autentica regina del rock. La sua breve carriera diventò un'amara altalena tra droghe, alcol e amori sbagliati. Morì a 27 anni stroncata da un'overdose di eroina poco prima dell'uscita dell'album Pearl, soprannome con cui veniva chiamata dagli amici. Il disco è considerato la prova della raggiunta maturità stilistica dell'artista che trovò finalmente un suono personale e intimo.

 

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