Jim Morrison
Il cantautore dell'aforisma
READ SOULTALE / Sono solo parole

“Troppo semplice da sembrare vero, troppo banale per sgretolare un mito, un re, uno sciamano, un poeta maledetto ma che nella verità dei fatti altro non è stato che un insoddisfatto, un immaturo bisognoso di affetto, melodrammatico e megalomane, che negli anni della sua solitudine ha passato più tempo con i libri e con le parole che con le persone e i sentimenti”. Perché nessuno me lo ha mai detto. Perché oltre ai miei amici fantasmi non sono riuscito ad avere amici veri, perché i miei mostri si travestivano da gente comune. Io ho odiato tutti, i miei genitori, gli indiani, i vicini di casa e anche Pam. Ho provato a scioglierli nel nulla e a evitarli, ma l’odio era così grande che non mi accontentavo dell’indifferenza. Volevo annientarli, fargli capire la loro bassezza, il loro squallore, volevo prendermi gioco di loro e loro invece mi hanno amato.

Come è possibile che accada una cosa simile? Forse dovrei chiederlo a Jim, dovrei tirare fuori una di quelle frasi a effetto delle mie:
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire é come rifiutarsi di vivere per paura di morire.
I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.
Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza per riprovarci.
Io vivo per dominare la vita, non per essere schiavo.
Il mio più grande dolore é non poter far niente per la persona che amo.
Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.

Forse ho esagerato, eppure cinquant’anni fa mi sentivo libero, onnipotente, forte, capace di vedere oltre le cose. Insomma, un visionario.
E più mi credevano e più io crescevo, nello stomaco, nel corpo, nella forza, ma mai nel cuore.
Erano solo parole, addolcite da una nenia apollinea. Ma comunque parole perse.

Della musica invece, di quella non ne parlate mai.
Eravamo bravi, noi Doors, eravamo capaci di unire con la musica spiritualità, psichedelia e un coacervo di stili differenti grazie alle caratteristiche del tutto particolari di ciascuno di noi. Non bastava il basso, usavamo l’organo. Non bastavano due mani, ne usavamo quattro a testa. Mani, piedi, voce, tutto veniva usato e abusato con una tecnica e una forza assolutamente originali. Ma solo il dio, lo sciamano, il poeta, l’incantatore, solo questo volete ricordare. La mia morte e i miei 27 anni che ora non ci sono più. Un popolo di guardoni non pensanti.

Eggià. In fondo cosa c’è di serio in una vita in cui si entra senza chiederlo e si esce senza volerlo? 
Che poi io invece l’ho voluto.

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James Douglas “Jim” Morrison (Melbourne, 8 dicembre 1943 – Parigi, 3 luglio 1971) è stato un cantautore e poeta statunitense. Ma anche profeta, scrittore, rivoluzionario e ancora sciamano del rock, angelo in pelle di serpente, Dioniso incarnato. In realtà basterebbe ricordarlo come il leader carismatico e il frontman della band The Doors, nonché come uno dei più grandi cantanti rock della storia. Dotato di forte potere seduttivo, distruttivo e autodistruttivo, aveva con sé l'abilità del serpente: ipnotizzare attraverso la fascinazione, grazie a una particolare libertà di movimento dei lobi oculari e a un vivace gioco pupillare. A questi due fattori è possibile aggiungere le peculiari vibrazioni della lingua e della voce.

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