Jonas Edward Salk
Lo scienziato nell'ombra
READ SOULTALE / Sconfiggere l'invisibile

Chi l'avrebbe mai detto che avrei sconfitto la poliomielite?
Da ragazzo amavo studiare e qualsiasi libro mi arrivasse tra le mani, lo divoravo con avidità. Mi piaceva tutto ciò che riguardava l'essere umano nelle sue forme e manifestazioni. La mia famiglia era di origine ebrea, non particolarmente abbiente, tant'è che frequentai scuole pubbliche, mettendoci il massimo di serietà e impegno. Al momento decisivo della scelta dell'ambito in cui sarei andato a lavorare, seguii il consiglio di mia madre e, accantonando l'idea di diventare avvocato, mi dedicai alla medicina. In verità non ero particolarmente attratto dalla prospettiva di seguire ogni singolo paziente, curandolo e operandolo. Ero più adatto al silenzio di un laboratorio, alle sperimentazioni e alla ricerca. Il lavoro dietro le quinte stuzzicava maggiormente la mia curiosità e, riguardando oggi vecchie foto di quand'ero bambino, scopro nei miei occhi la stessa vivace curiosità che mi avrebbe portato lontano.

Virus e batteri sono diventati le creature invisibili che hanno popolato il mio mondo per anni. La poliomielite infatti stava flagellando intere nazioni, non si riusciva a contenere e, quando ebbi la possibilità di compiere studi di laboratorio su di essa, non esitai. Anche mia sorella contrasse il virus ed ero quindi motivato più che mai a fare la differenza. Ho addirittura messo a rischio la vita di mia moglie e dei miei figli, che con me hanno accettato di fare da cavie per testare il vaccino sull'uomo, per la prima volta.
Il 12 aprile del 1955 il frutto del mio lavoro fu dichiarato sicuro ed efficace: avevo vinto la mia sfida personale.

Microscopi e provette mi hanno messo a contatto con i nemici più temibili, invisibili ed apparentemente incontrollabili. La ricerca mi ha spinto verso mete inimmaginabili e, se avessi avuto più tempo a disposizione, avrei forse ottenuto altri risultati brillanti. Ho analizzato i tumori, ho cercato di trovare una cura per l'AIDS, ho inaugurato nel '63 il Salk Institute for Biological Studies, proprio per aiutare giovani ricercatori a fare grandi scoperte. Lo studio della biologia è per me una vera e propria filosofia, che permette di abbracciare a pieno il senso profondo di ciò che siamo, un conglomerato di cellule, di organi, una macchina naturale e meravigliosa, che deve però essere consapevole delle proprie imperfezioni.

Purtroppo la vita è una sola e, se potessi tornare indietro, continuerei a rinchiudermi in laboratori e luoghi di ricerca. Continuerei a studiare. Continuerei a sondare un mondo in continua evoluzione, per consentire a tutti gli uomini di godere a pieno di ogni attimo concesso dalla magica clessidra del tempo.

ABOUT / Jonas Edward Salk

Jonas Edward Salk (New York, 18 ottobre 1915 – La Jolla, 23 giugno 1995) è stato un medico e scienziato statunitense, scopritore del vaccino contro la poliomielite. Nacque da genitori di origini ebree e venne iscritto nelle migliori scuole pubbliche. Su consiglio della madre si iscrisse a medicina e si appassionò all'ambito della ricerca e della sperimentazione, più che alla cura diretta dei pazienti. Durante l'ultimo anno alla scuola medica, scelse di lavorare nel laboratorio del dottor Thomas Francis, che aveva scoperto il virus dell'influenza B e che lo prese a cuore, cercando di aiutarlo al termine del suo internato. In seguito alle difficoltà riscontrate nel tentativo di creare e dirigere un proprio laboratorio, Salk fu contattato dal direttore della ricerca della National Foundation for Infantile Paralysis, che gli propose di partecipare a un progetto per debellare la poliomielite. Il 12 aprile del 1955, dopo molte analisi, il vaccino di Salk venne considerato sicuro ed efficace. La sua peculiarità consisteva nel fatto che, per la prima volta, veniva iniettato un virus ucciso, cioè un vaccino inattivato, che dava risultati di gran lunga superiori a quelli che aveva ottenuto invece il vaccino con virus vivo, creato precedentemente dal dottor Albert Sabin.

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