Julio Cortazár
Lo scrittore che vagava nel gioco del mondo
READ SOULTALE / Inventare. Fabbricare. Estrarre dal nulla

Sia chiaro: sto inventando. Sto inventando perché non ho nulla da ricordare di cui valga la pena scrivere. Invento. Fabbrico. Estraggo ex nihil. Vago di casa in casa ma rimango, ramingo, ovunque. Fantasma, in cerca di una maga. Cronopio che cammina guardando le bave del diavolo per aria. Invento. Fabbrico. Estraggo ex nihil. Dovresti farlo anche tu, amico mio, quando non hai più nulla da raccontare. Dovreste farlo anche voi, adesso che le leggi potrebbero cedere terreno alle eccezioni, al caso o alle improbabilità. E qui vi voglio. Ecco: lo hanno fatto? Lo stanno facendo?

Il rimedio potrebbe essere cercare una Maga che vi conduca nel gioco del mondo o, nel peggiore dei casi, trovarsi uno specchio. Ho letto questa cosa incredibile una volta: un pesce solo nella vaschetta diventa triste e allora basta mettergli uno specchio e il pesce diventa contento. Credo che una Maga, però, sia sempre preferibile a uno specchio.
Lo penso anche ora mentre provo a uscire da me stesso e mi sto guardando, sono un qualcuno che mi guarda, sono il pesce rosso che si sente solo e sono lo specchio, so quel che sono e quel che non sono. Mi vedo come possono vedermi gli altri. Epifania, alchimia, osmosi, attimo. E poi tutto scompare. Ti vedo come possono vederti gli altri e penso che sì, una Maga sia più di uno specchio. Confido nel tuo senso dell’umorismo e in due chiacchiere, da un’altra parte ovviamente, per mettere bene in chiaro tutte queste cose.

Cercami, anzi mi troverai, nelle case, nelle pagine. O inventa, fabbrica, estrai.

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Julio Cortazár, all'anagrafe Julio Florencio Cortazár Descotte (Bruxelles, 26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984) è stato uno scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese. Fra i maggiori autori di lingua spagnola del XX secolo, è l'autore del bellissimo Rayuela. Il gioco del mondo e di Storie di Cronopios e Famas e Bestiario. Amante dei luoghi in cui visse e che gli regalarono attimi di pace, era convinto che le case cercassero di parlare e di farsi amare. Forse, per questo motivo, resterà un interminabile fantasma che abiterà sempre quelle case, come le pagine dei suoi libri, restando lo stesso sconcertato cronopio che cammina guardando le bave del diavolo per aria.

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