Julius Nyerere
Il presidente dell'autocoscienza
READ SOULTALE / Imparare la libertà

Ce l’avevo anch’io un sogno.

Sono nato in una terra lacera e lacerata. L’ho calpestata per tutta la mia vita. All’inizio, per percorrere le 26 miglia di strada per andare a scuola, passo dopo passo, su questi sentieri polverosi. Poi, con l’urgenza di chi vuole parlare alle folle. Fino a quando il mio avanzare è diventato esitante e i dubbi o i fantasmi sono venuti a stanarmi.

Il mio sogno non era un sogno. Era un progetto. Aveva un nome, un piano, delle formule, dei collaboratori e un manifesto. Aveva delle didascalie politiche e uno scheletro ideologico. Bisognava avere degli strumenti, perché il mio sogno era immenso, pensato per saltare al di là della disperazione quotidiana del mio popolo. Ma il mio sogno si sarebbe realizzato negli occhi e nelle mani della gente. Io sapevo che al di là di un corpo umiliato e strozzato dalla miseria c’è una mente, ci sono fasci di nervi, c’è la trama limpida della coscienza. Dovevo solo arrivare a toccarla. Dovevo insegnare la consapevolezza.

Ero io la guida del mio popolo, ma non l'ho mai voluto salvare. Volevo che sbocciasse, che brillasse. Che masticasse il senso della parola liberazione. La libertà può nascere da un semplice fagiolo di soia. Serve la determinazione nel piantarlo e nel farlo crescere, insieme a molti altri; la perizia della canalizzazione e della meccanica per incrementarne la crescita; la sapienza per imparare a capire come nutre il corpo, come entra nell’organismo e dà energia. Infine, l’arguzia dello scambio e del mercato.

La parola liberazione ha un gusto vero, aspro, che solo un lungo cammino di scoperta può dare.

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Julius Nyerere (Butiama, 13 aprile 1922 – Londra, 14 ottobre 1999) è stato un insegnante, economista e politico tanzaniano. Primo Presidente del Tanganika, diventata Tanzania nel 1961 al momento dell’unione con l’isola di Zanzibar, viene ancora oggi chiamato Baba Wa Taifa (padre della patria) o Mwalimu (maestro), in swahili. Di stampo socialista, ha cercato di mettere in pratica la sua idea di ujamaa (una sorta di villaggio collettivo) ancorata a valori tradizionali, basata sulla totale parità dei diritti, su una critica dell’invadente capitalismo e sull’affermazione di una specificità nazionale. Il pilastro del suo pensiero è l’educazione, egualitaria e strutturata, punto di partenza, per ciascun individuo, di un processo di progressiva consapevolezza. Attraverso l’autoaffermazione e lo sviluppo di un’autocoscienza, secondo Nyerere, l’uomo può affrancarsi da ogni sorta di miseria, umiliazione e ignoranza.

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