Ken Saro-Wiwa
Lo scrittore ucciso per il petrolio
READ SOULTALE / La mia arma sono le parole

Avere il coraggio di parlare è la migliore arma che un uomo possa avere. È con le parole che io ho sempre lottato. Perché le parole fanno paura, più delle armi. Ho cercato di lottare con ogni mezzo possibile, anche attraverso le sit-com, perché potessi arrivare a tutti. Perché potessi smuovere la situazione in cui era finito il mio popolo. Quel popolo sfortunato per essere nato in una terra così piena di risorse che fanno tanto gola alle superpotenze.

Ho scritto, sempre, per salvarmi dalla corruzione e dalla vigliaccheria che aleggiavano pesanti, come grosse nuvole nere, sopra la testa dei nostri capi di Stato. Non lasciatevi sopraffare dal potere che ci controlla. Abbiate il coraggio e la forza di saper utilizzare le parole per lottare e non farvi schiacciare da chi si crede più forte di voi.
Le parole sono libere, sono mie e tue, amico mio.

Ho scagliato parole contro quella corte militare che mi condannava: Io sono un uomo di pace, di idee. Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo, che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente. Perché Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero in una cupa prigione.

ABOUT / Ken Saro-Wiwa

Kenule Beeson Saro-Wiwa (Bori, 10 ottobre 1941 – Port Harcourt, 10 novembre 1995), conosciuto come Ken Saro-Wiwa, è stato uno scrittore, poeta, attivista e produttore televisivo nigeriano. È stato uno degli intellettuali più significativi dell'Africa postcoloniale. Dopo gli studi iniziò la sua lotta contro lo Stato federale che lo portò più volte a essere incarcerato. Combatteva con le parole affinché il suo popolo venisse giustamente retribuito per lo sfruttamento della loro terra. Si fece infatti portavoce delle rivendicazioni delle popolazioni del Delta del Niger nei confronti delle multinazionali, responsabili di continue perdite di petrolio che danneggiavano le colture di sussistenza e l'ecosistema della zona. Venne impiccato mentre la Nigeria festeggiava la vittoria sul campo di calcio.

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