Lalla Fadhma N'Soumer
La donna che teneva testa agli invasori
READ SOULTALE / Rumoreggiar del tuono

L’Amore della mia vita ha terminato i suoi passi su questa terra aspra, intrisa di polvere, roccia e sangue.
Suoi sono stati i baci e suoi gli occhi che tutto sapevano affrontare.
Per Bou Baghla il Signore riserverà seggi altissimi ai piedi, così come il perdono dei giusti lo accarezzerà sul capo, donandogli il riposo del guerriero mai domo.
Questo mi dice il Corano. Ogni volta ripongo il mio sguardo sulle sue pagine sacre.
Questo mi dicono i santi nell’intimità del sonno.
E di Bou Baghla, se davvero lo vorrete, fedeli tribù della Cabilia, seguirò il solco profondo lasciato dalla sua orma in vita.
Qui, in questo santuario arroccato sul picco di Azru Nethor, sono pronta a giurare fedeltà alla missione concessami dagli uomini, ma data dal cielo.
Poco importa se l’onnisciente mi ha voluta donna.
Non arretrerò di un solo millimetro di fronte all’invasore francese e alla sua brama oscura.
Un versetto della XIII sura dice: Se il tuono rumoreggia, il suo è un canto di osanna al Signore e di lode; cantano pure gli angeli, pieni di timore per lui. Egli manda le folgori, le indirizza in modo che cadano su chi egli vuole…
E se, nonostante l’appoggio divino, il metallo che scuote la zolla dovesse avere la meglio sulla foga del berbero, noi non ci abbatteremo. Nessuno saprà piegare l’orgoglio del nostro popolo.
Tramanderemo da padre in figlio l’idea che il pugno possa farsi mano aperta soltanto laddove ci sia rispetto e libertà per ogni essere umano.
Tramanderemo da padre in figlio il principio sacro della memoria, l’unica forma di vittoria sull’oppressore.
Ricordiamo sempre chi siamo, non lasciamo che il calcagno dell’uomo occidentale ci schiacci la testa nel fango, cancellando la nostra storia.
Ricordiamo e combattiamo, finché il nostro tempo non sarà giunto.

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Lalla Fadhma N’Soumer (Werja, 1830 – Béni Slimane, settembre 1863) fu una donna che incarnò il movimento di resistenza alla Francia nei primi anni di conquista coloniale dell'Algeria. Personaggio di grande carisma e di rara bellezza, vide la sua vita costellata da scelte anticonformiste per una donna algerina del XIX secolo: abbandonò un marito imposto dalla famiglia e abbracciò con dedizione la dottrina coranica, grazie a un’autentica vocazione che la porterà a essere conosciuta in tutta la regione come una tabudalit (donna posseduta dallo Spirito). A diciannove anni incontrò Bou Baghla, condottiero indomito, impegnato nella resistenza antifrancese e capace di scaldarle il cuore. Nel 1855, dopo la sua morte per mano dei colonizzatori europei, il comando delle forze armate venne affidato a Fadhma, assistita dai suoi fratelli. Nel giro di un paio d’anni, però, l’esercito francese, più numeroso e meglio armato, mise a ferro e fuoco la Cabilia, tacciando la resistenza locale e confinando la donna in un campo di detenzione a Tablat. Fadhma contraette poco dopo un’infezione che la portò alla morte.

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