Leonard Matlovich
Il gay veterano del Vietnam
READ SOULTALE / Il soldato che sfidò l'esercito

Non sono le ferite, quelle causate dalle schegge di mortaio dei VietCong, ricucite alla meno peggio in un ospedale da campo nella giungla, che mi procurano dolore. Quelle al massimo prudono, come prude tutto il mio corpo da quando l’AIDS si è fatta più cattiva, più forte dentro di me. E non fanno male gli amori naufragati, la nostalgia dei corpi, le ansie per le emozioni che ancora non sono nate.

A distanza di anni fa male quel licenziamento. Dopo dodici, dico dodici anni di onorato servizio nell’esercito, una bronze star e un purple hearth, l’Air Force mi ha licenziato perché sono gay. Non deve essergli piaciuta la copertina del Times. Io con la divisa, ordinato, i baffi tagliati di fresco, insomma la mia faccia con su scritto sono gay. Che colpo che dev’essergli preso a quelli lì. Eppure sono ancora vivo, dimostro ogni giorno che gay non vuol dire essere malato, ma vuol dire essere uomo, cittadino e soldato del proprio paese. È una cosa che riguarda me e me soltanto, e anche se non mi riammetteranno mai nelle fila dell’aviazione, so che devo andare avanti, per me e per tutti gli altri veterani che non hanno avuto l’occasione o il coraggio di dichiarare d’essere gay.

Arriverà un giorno in cui sarà possibile servire il proprio paese e amare una persona del tuo stesso sesso, ne sono sicuro. Fino a quel giorno andrò avanti, a testa bassa, manifestando, sostenendo amici e sconosciuti nella loro battaglia per i diritti di uomini e donne, omosessuali e lesbiche, e anche per i diritti a cure mediche e farmaci che ci vengono preclusi. So che un giorno l’Aids mi scaverà una fossa, ma fino all’ultimo combatterò. Dopotutto sono e sarò sempre un soldato.

ABOUT / Leonard Matlovich

Leonard P. Matlovich (Savannah, 6 luglio 1943 – West Hollywood, 22 giugno 1988) è stato un attivista e militare statunitense. Dopo aver servito per dodici anni nell’aviazione con i gradi di sergente, aver ottenuto diverse onorificenze ed essere stato ferito in battaglia, venne licenziato perché gay. Nella sua battaglia per rimanere nell’esercito finì sulla copertina del Times, diventando il primo gay dichiarato ad apparire sulla famosa pagina del magazine americano. Nonostante l’Aids, Matlovich continuò a combattere per i diritti delle persone della comunità LGBT fino a sei settimane prima della morte, quando tenne l'ultimo discorso pubblico. È stato sepolto, con gli onori militari, al cimitero del Congresso degli Stati Uniti.

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