Little Rock Nine
Gli studenti neri che entrarono nei college dei bianchi
READ SOULTALE / A testa alta

Non ascoltare, non ascoltare, vai avanti. Questo è quello che i nostri occhi ci suggerivano. Non ci conoscevamo, ma il colore della nostra pelle bastava a comunicarci senza parlare quello che andava fatto.

Essere arrivati fin lì e poi cambiare strada non aveva senso. Bisognava resistere agli insulti, alle minacce, alle violenze e agli abusi. Per noi era il primo giorno. Il primo del riscatto e il primo di una fratellanza basata sull’esclusione. Avevamo i brividi. Non per il freddo, visto che in quell’estate dell’Arkansas la temperatura aveva raggiunto i 45 gradi, ma per la paura. Ci braccavano, come cani randagi fastidiosi e puzzolenti, ma noi avevamo in mano i libri. Quello era il nostro futuro, il nostro cambiamento. Quello era il sapere per noi e per chi, se avessimo resistito, sarebbe arrivato dopo di noi. E così è stato. La parola d’ordine era il silenzio di protesta. Non provocatorio, non ostile. Un silenzio che ci spingeva a non ascoltare quello che i bianchi avevano continuamente da dirci. In nove diventammo una squadra, ma fu Elisabeth più di tutti a farci capire che dovevamo camminare a testa alta. Fummo i primi ed esserlo era un privilegio e un fardello. Qualunque nostra reazione cambiava tutto. Allora bisognava solo chiudere le orecchie. Camminare nel cortile della scuola o nelle aule era come attraversare delle braci ardenti. Solo che quelle braci erano ragazzi come noi, troppo gretti per capire che con loro cresceva il Paese e, soprattutto, si trasformava. Avevamo paura, ma mai quanta ne avevano loro. L’unico ascolto che ci guidava era quello delle urla dei nostri padri, nonni, fratelli umiliati e vessati. Ascoltare il loro grido di aiuto ci impedì di farci travolgere dalla paura dei volti bianchi che ci attraversavano la strada.
E il loro divenne anche il nostro.

ABOUT / Little Rock Nine

I Little Rock Nine nel 1957 varcarono per primi, negli Stati Uniti, le aule di un liceo dell’Arkansas frequentato esclusivamente da ragazzi bianchi. Erano sei ragazze e tre ragazzi che, scelti per i loro voti eccellenti, cambiarono le sorti del movimento statunitense per i diritti civili. Il primo giorno di scuola, un gruppo di poliziotti mandati dal governatore dello Stato cercò di impedire ai nove Little Rock di entrare nella scuola. Quell'atto però fu solo l’inizio della storia dell’integrazione razziale americana. Alcune statue di giovani con i libri in mano ricordano oggi le vicende di questi giovani coraggiosi. La foto di Elisabeth Eckford, una dei Little Rock, che entra a testa alta con dietro una ragazza bianca che la insulta, simboleggia il volto della discriminazione scolastica.

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