Loïe Fuller
La danzatrice che incantò le folle
READ SOULTALE / Illusioni

Sono proprio io quella sul cartellone de Les Folies-Bergère. Giovane, bella e avvolta in quelle sete morbide con cui creavo un mondo.

Ora, da questo letto, quasi alla fine dei miei giorni, guardo fuori. Nella mia Parigi vedo la rivoluzione dei costumi e delle usanze. Quella libertà di essere quel che si è senza paure, proprio come ho fatto io. Forse bisognerebbe essere un po’ modesti negli ultimi istanti di vita. Non ci riesco purtroppo. Mi sento ancora abbagliata da quegli sfavillii di luci e colori che creavo, che mi rendevano regina tra le regine, che mi hanno fatto ritrarre da Toulouse-Lautrec ed essere desiderata da tutti in Francia e in Europa.

Il mio è stato un colpo di genio: capire che la danza non può essere fatta solo di corpo puro e semplice. Quando sei su un palcoscenico devi incantare lo spettatore, fargli dimenticare tutto e farlo innamorare di te. Allora nulla più di uno sfavillio può trascinarlo sino a questa estasi della messinscena. E quei serpenti di stoffa e di luce che creavo attorno a me erano un vortice di sensualità con cui illudevo ogni uomo in sala.

Camminavo nei giardini parigini e studiavo il movimento dei corpi, quello dei bambini condotti passo dopo passo dalle madri, quello dei damerini di bell’aspetto che andavano avanti impettiti e quello delle foglie che turbinavano con il vento attorno a loro. Questo è quello che volevo riprodurre durante uno spettacolo: la vita. Non mi sono mai interessate le sfumature grigie, volevo e voglio solo la luminescenza.

Così me ne vado, avvolta dai colori, dal calore dei corpi, dalla morbidezza dei vestiti e dall'intensità della luce che solo in scena ti protegge dal tuo pubblico e ora mi conduce altrove.

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Loïe Fuller, nome d'arte di Mary-Louise Fuller (Fullersburg, 15 gennaio 1862 – Parigi, 1 gennaio 1928) è stata una danzatrice e attrice teatrale statunitense. Nella vita non ha mai studiato danza, ma è diventata con Isadora Duncan una delle pioniere del balletto moderno, ideando nuove forme di danza legate, più che alla tecnica, agli effetti che il movimento del corpo aveva con stoffe e luci colorate, da lei stessa ideate e prodotte. Apertamente omosessuale, nel 1892 fu scritturata alle Folies-Bergère, dove incantò artisti famosi e spettatori qualunque. Fu ritratta da Henri de Toulouse-Lautrec che la rese icona delle sue opere. Influenzò tutto il movimento liberty.

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