Luciano Damiani
Lo scenografo che ha rivoluzionato il palcoscenico
READ SOULTALE / La bottega di via Nicola Zabaglia 42

Avevo acquistato la bottega di via Nicola Zabaglia 42 per immagazzinare il materiale recuperato dallo smontaggio dell’ultimo spettacolo a cui avevo lavorato.
Avevo in mente di trasformarla in un Teatro che mi offrisse la possibilità di realizzare allestimenti fuori dagli schemi tradizionali.
Avevo inoltre intenzione di documentare i principi artistici delle mie esperienze scenografiche e realizzare un'opera che potesse resistere più a lungo di una scena.
La bottega era un antro buio e angusto, con una serie di grotte che si susseguivano una dopo l'altra, utilizzate nel '600 come depositi di derrate alimentari. Finita la prima fase di risanamento e messa a nudo l'intera struttura, recuperai il fascino delle volte. I lavori procedevano in modo graduale e in relazione alle disponibilità finanziarie. Ma continuavo ad andare avanti, pensando al mio obbiettivo di creare uno spazio che raccogliesse tutta una serie di documenti e di progetti. Uno spazio che raccontasse come e perché è nato il Teatro.
Una domenica il Maestro Giuseppe Sinopoli, passeggiando in via Zabaglia, mi vide davanti alla bottega, intento a lavorare. Ma che fai? mi chiese. Vieni, ti faccio vedere, gli risposi e lo portai dentro per mostrargli quelle stanze ripulite. Quel giorno stavo sistemando la zona dove la volta del piano superiore è tronca e lascia vedere il vano sottostante. Un raggio di sole, entrando da un pertugio in alto, illuminava le due grotte creando un'immagine suggestiva.
Ma che fai?, mi chiese di nuovo. Gli risposi con fierezza: un Teatro.
E Luca Ronconi, vedendolo nel giugno del 1987, mi chiese sorpreso e meravigliato: Come lo chiamerai? Lo guardai e gli risposi perplesso: Non lo so, è fatto di frammenti e di idee di spettacoli. A quel punto mi fissò e, con la sua voce profonda, mi disse: allora lo chiameremo Teatro di Documenti.

ABOUT / Luciano Damiani

Luciano Damiani (Bologna, 14 luglio 1923 – Roma, 20 giugno 2007) è stato uno scenografo, costumista e regista teatrale italiano. Con la sua opera, ha rinnovato radicalmente la scenografia segnando il passaggio dalla tradizionale scenografia bidimensionale della tela dipinta a quella tridimensionale costruita e caratterizzata da superfici materiche. Proprio per questo motivo, può essere considerato, a tutti gli effetti, padre e inventore della scenografia moderna del XX secolo. Ha collaborato per svariati anni con Giorgio Strehler, ma anche con Luigi Squarzina, Vittorio Gassman e Luca Ronconi. Si è cimentato, nel corso della vita, nella regia teatrale con l'allestimento di numerosi lavori rappresentati anche fuori dall'Italia.

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