Luis Buñuel
L'emblema del cinema surrealista
READ SOULTALE / Ucciderei chi pensa di aver trovato la libertà

Cristo, ridi. Ridi, Cristo.
Pulsioni di vita, pulsioni di morte.
Cosa sarà mai questo mondo naturale? Sogni, a occhi aperti, nuvole che si tagliano, pali della luce e giraffe. Perché spiegarlo? Non capisco questa ossessione per la razionalità. Sapere, salvaguarda forse la coscienza? Si apre un ombrello, si chiude un ombrello. Forse, fuori piove. Accogliere le immagini che ci colpiscono senza cercarne un perché. È questo che spaventa i più: l’irrazionale, l’inconscio.
Cercarne un motivo? Accogliamo invece ciò che non capiamo.

Io non voglio raccontare nulla.
Cerco la bellezza dell’immagine, la sua volontà di essere tutto e il contrario di tutto.
Io, grazie a Dio, sono sempre stato ateo. 

Apri gli occhi, guarda fuori questo mucchio di formiche.
E, anche se rimaniamo soli, c’è sempre qualcuno che ci osserva, che freme per noi e che ci colpisce. La morte è solo un’illusione.
Tiriamo la tenda, basta uno sguardo e tu dovresti essere mia. Potrai pure scapparmi, ma alla fine ti prendo. Aspiriamo solo al piacere e all’appagare i nostri istinti sessuali.

Non ho nessun tipo di problema religioso. Non è Dio che mi interessa, ma gli uomini.
Posso sbagliare, aver sbagliato e voltare le spalle, mentre dietro qualcuno mi aggredisce.
Censurate pure ciò che non capite. Ci copriamo con significati facili, quando basta slacciare una camicetta per vedere che c’è qualcos’altro e provare pura meraviglia.
Non riesco a capire l'ossessione che alcuni hanno per dare una spiegazione razionale a immagini spesso gratuite. La gente vuole sempre una spiegazione per tutto. È la conseguenza di secoli di educazione borghese. E, quando non la trova, ricorre in ultima istanza a Dio.
Però, a cosa gli serve? Dopo, dovranno spiegare anche Dio.

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Creative Commons. Author: IMA Neuquen.

Luis Buñuel Portoles (Canada, 22 febbraio 1900 – Città del Messico 1983), noto come Luis Buñuel, è stato un regista, sceneggiatore, attore, poeta, produttore cinematografico, montatore e compositore spagnolo naturalizzato messicano. Esponente della corrente surrealista, i temi principalmente trattati nella sua carriera cinematografica furono la natura dell’inconscio, l’irrazionale, la sessualità umana e la critica anti-borghese e anti-clericale. Tra i vari premi ricevuti vale la pena di ricordare l'Oscar al miglior film straniero nel 1973, la Palma d'oro al festival di Cannes nel 1961 e il Leone d'oro alla carriera alla mostra del cinema di Venezia nel 1982. Alcuni tra i suoi titoli più famosi: Il cane andaluso, Terra senza pane, L'Age d'Or, Il bruto, Estasi di un delitto, L'angelo sterminatore, Il fascino discreto della borghesia.

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