Madre Teresa di Calcutta
La religiosa delle vittime della povertà
READ SOULTALE / Il miracolo dell'amore

Accadde una notte, in treno. Ero partita da Calcutta e stavo andando a Darjeeling per fare degli esercizi spirituali. Non riuscivo a dormire. La puzza mi ostruiva le narici, lo sporco e la miseria mi circondavano. C’era troppa sofferenza intorno a me.

Ho conosciuto la povertà quando è morto mio padre. So cosa significa sentire i morsi della fame. Ma sono riuscita a reagire a quella condizione e con il tempo ho deciso di diventare una Sposa di Dio Padre. Fu il Signore a condurmi qui, in India, in questa terra in cui si può ancora morire di stenti e di malattia.

Il treno, quella notte, proseguiva inesorabilmente il suo cammino, mentre continuavo a guardarmi intorno.

Che senso ha essere in India e non poter aiutare attivamente? Che senso ha appartenere a un ordine che ti vieta di allontanarti dal convento? Che ci faccio qui? C’era una luce fioca nei vagoni, tutto era in penombra e, con la penombra, la povertà spariva. Ma si trattava solo di un'illusione. L’odore della sporcizia e della malattia restava.

Un lampo mi attraversò il Cuore: i poveri tra i poveri, i più poveri tra i poveri. Ecco il senso. Ogni ideale deve avere un senso e io , quella notte, su un treno, avevo trovato il mio. Avevo trovato lo scopo della mia vocazione. Da quel momento giurai a me stessa che sarei stata assieme ai più poveri tra i poveri e non avrei mai permesso che qualcuno, avvicinandosi a me, se ne andasse senza essere felice.

La gente è affamata di cibo e, soprattutto, d’amore perché siamo tutti troppo indaffarati per accorgerci del nostro vicino e della gente che ci passa accanto. L'essere rifiutati, l’isolamento sociale, è questa la più grande malattia dell’umanità. La cura? La più efficace e la più semplice: l'amore.

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Creative Commons. Author: Túrelio.

Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu (Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997), è stata una religiosa albanese. Fondatrice delle Missionarie della Carità, fu proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003. Ricevette il premio Nobel per la pace nel 1979 e nel 1987 divenne Presidente Onoraria dei Movimenti per la Vita di tutto il mondo. Fu, nonostante tutto, oggetto di inchieste giornalistiche e non solo. Vennero infatti criticati il suo metodo di lavoro, le condizioni sanitarie dei suoi assistiti, l’uso delle ingenti donazioni ricevute, la sua visione religiosa molto dogmatica e le sue dichiarazioni di carattere politico. Nel discorso tenuto alla consegna del premio Nobel, dichiarò: Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...] Perché se una madre può uccidere il proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me.

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