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Malick Sibidè
Malick Sibidè
Il fotografo documentarista
READ SOULTALE / Fotografare la propria terra

Belli, variopinti, i cangianti colori delle loro vesti creerebbero un contrasto esplosivo in una foto in bianco e nero.

Me l’immagino già in un ritratto, il ritratto di quel loro preciso momento di vita. Speriamo rimangano fermi, abbracciati così, proprio lì, in quell’angolo di pace che incornicia il loro amore.
 
Sgattaiolo silenziosamente, ma altrettanto velocemente, mi dirigo nell’altra stanza, nello studio, dove appoggio la mia macchina fotografica. Sono un abitudinario: quando la devo posare l'adagio sempre sulla sedia nera posta accanto alla porta, appena si entra nella stanza. Sì, proprio su quel trono, quello con i braccioli enormi e la testata imponente perchè Lei, la mia Nikon, è importante, Lei merita tutto questo e anche altro.

Mi è sempre stata amica e confidente nei momenti più bui della mia vita, come quando Luìs mi aveva lasciato ed io mi ero sentito tremendamente solo. Solo, sì, ma ... forse felice. Vero, ora posso dirmelo: io non avrei mai compiuto un passo simile, non avrei mai avuto il coraggio di dirle la verità, di dirle che in realtà non l’amavo e che, forse, non l'avevo mai amata. Probabilmente, al tempo, non avevo nemmeno il coraggio di dirlo a me stesso, tanto la vita andava avanti comunque. Ogni mattina prendevo la mia spider, uscivo, trascorrevo la giornata tra mille granelli di sabbia e polvere, rientravo alla sera, quando ormai era già buio, mangiavo qualcosa con lei, poi mi ritiravo nello studio a rielaborare le foto, a svilupparle e ... ad amarle. Sì, perché il mio vero amore erano proprio loro, le mie fotografie, quegli scatti che mi catturavano per tutta la giornata e avevano il potere di portarmi altrove. A loro dedicavo tutta la mia passione, la rigettavo lì, proprio tutta, come se con loro vivesse l’amore, l'amore platonico e, nel contempo, quello carnale che le avvolgeva e in esse affogava. Erano loro stesse a urlarlo, erano le foto a far percepire racconti intensi, ricchi di  sentimenti e di tradizioni, nonché della storia di diverse popolazioni, come per esempio quella dei Dogon, il popolo delle stelle che vive nello scontro tra luce e tenebre, un popolo misterioso che di giorno, con Il Sole, crede alla vittoria della luce, mentre di notte, con Sirio, confida in quella delle tenebre.
 
Alla fine....un po' proprio come me...

ABOUT / Malick Sibidè

Malick Sidibé (Soloba, 1936 – Bamako, 14 aprile 2016) è stato un fotografo maliano. Partendo dal nulla è diventato un famoso reporter, conosciuto a livello internazionale per le sue immagini in bianco e nero che ritraggono la sua terra, la gioventù, le feste e le famiglie di Bamako negli anni Sessanta e Settanta. In questa città ha studiato disegno e gioielli alla scuola degli artigiani sidanesi e ha esposto i propri lavori in gallerie europee, giapponesi e americane. Ha ricevuto diversi premi tra cui, nel 2007, il Leone d’oro alla carriera in occasione della cinquantaduesima Biennale di Venezia e, nel 2008, l’Infinity Awards.

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