Manolo
Il Mago delle vie di roccia
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Appigli ridicoli. Di questo vado in cerca, quando affronto una parete.

Nella mia vita ho sempre dato il cattivo esempio, nel senso che ho sempre trasgredito alle regole degli uomini, ma rispettando quelle della natura. Niente casco, niente corda, niente protezioni. Posso dirlo: sono un sopravvissuto.

Chi vuole può seguirmi, ma consapevole dei rischi.

Non partecipo mai alle gare, la sfida è solo con me stesso. Non amo il rischio in sé e neppure la conquista, quello che conta, nell’arrampicata e in generale, è la qualità di ciò che fai, al di là del risultato.
 
Eternit: ho battezzato così la mia via più dura. Per ricordarmi di quanto è velenosa. Per non dimenticare tutto quello che la montagna mi ha insegnato: l’equilibrio, la lentezza, il limite. Per ricordare, forse, anche ciò che non volevo essere. L’arrampicata può essere sì pericolosa, ma la quotidianità non è meno impegnativa. In città si ha paura di tutto, anche di essere noi stessi, e ci paralizziamo. In montagna non puoi farlo, devi agire e magari sbagli, ma è così che trovi una soluzione. Dove c’è solo una ruga nella roccia, immagini una via.  

ABOUT / Manolo

Maurizio Zanolla, meglio conosciuto come Manolo (Feltre, 16 febbraio 1958), è un arrampicatore, alpinista e guida alpina italiano. Alla fine degli anni ’70 si toglie gli scarponi e indossa le scarpe da ginnastica per salire le falesie, spesso in solitaria, reinventando di fatto l’arrampicata. Cambia l’approccio mentale e filosofico alla parete verticale. Scardina i gradi di difficoltà fino a quel momento stabiliti. Apre nuove vie: Lucertola Schizofrenica in Totoga (TN) nel 1979, Appigli Ridicoli sulle Vette Feltrine nel 1990, Il Maratoneta a Paklenica (CRO) nel 1988, solo per ricordarne alcune. Il 24 agosto 2009, a 51 anni, apre la sua via più difficile e la chiama Eternit.

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