Margherita Hack
L'astrofisica signora delle stelle
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Se mi commuovo quando di notte guardo il cielo stellato? È questo che significa per voi amare le stelle? Non necessariamente, a mio modesto parere. Per appassionarsi all’universo non serve sognare. Basta guardarsi intorno. Basta guardare il mondo che ci circonda, a partire dagli animali fino alla più lontana galassia, per rendersi conto che non siamo i protagonisti, in questo spettacolo meraviglioso che è il cosmo. Siamo piccole tessere di un puzzle infinito. E questo rende quel puzzle ancor più sorprendente. Lo so, tanta razionalità è dura da mandar giù. Ma qualcuno deve pur dire le cose come stanno, no? Ecco perché questa vecchia testona ha preso la parola. Margherita Hack la comunista, si è detto di me. La femminista, l’atea. L’animalista. La portavoce dei diritti dei gay. L’attivista in difesa della laicità dello stato e della libertà della scienza. È tutto vero. Ma perché fa tanto scalpore un libero cittadino che dice la propria opinione, senza avere la tessera di un partito? O uno scienziato che dice la verità, senza avere il consenso del Vaticano? Ogni mia dichiarazione suscita interesse, nel bene o nel male, e spesso mi sorprendo quando qualcuno mi ferma per strada per stringermi la mano. Mi chiedo: ci voleva un’astrofisica a diventare portabandiera di certi diritti civili? È davvero diventato così inusuale, in questo paese, dire ciò che si pensa? E non parliamo di Dio. Quando vado in tv la prima domanda è sempre quella: ma è vero che non credi in niente? Siete quasi imbarazzati, ammettetelo. Ma io in qualcosa credo, amici miei. Credo nella materia. Credo nell’immortalità dell’atomo di idrogeno. Credo nel diritto alla vita di tutti gli esseri viventi. E credo nella meraviglia di questo universo, un universo che non ruota attorno a noi e nemmeno a un Dio creato a nostra immagine o usato come un tappabuchi per le domande senza risposta.  

Da piccola ero diversa da tutti gli altri bambini. Non mangiavo carne, non andavo in chiesa, non ero fascista. Forse è questa diversità, a cui mi sono presto dovuta abituare, a darmi la forza di esprimere le mie idee senza paura del giudizio degli altri. Una diversità che mi ha permesso di aprire la bocca, in questo paese stanco e silenzioso, e di non chiuderla nemmeno ora che ho novant’anni.  Del resto, persino le stelle fanno rumore, lo sapevate?

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Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013) è stata un'astrofisica e divulgatrice italiana. Toscana nell’anima e triestina d’adozione, ha diretto per più di trent’anni l’osservatorio di Trieste. Figlia di genitori membri della Società Teosofica Italiana, è stata educata in un regime vegetariano e al di fuori della religione cattolica. Scelta, all’epoca, decisamente controcorrente. Margherita è stata tante cose, non necessariamente in quest’ordine: direttrice del dipartimento di Astrofisica di Trieste, autrice di decine di libri di divulgazione scientifica, campionessa di atletica durante il fascismo, diverse volte candidata per i Comunisti Italiani, presidente onorario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti e altro, molto altro ancora.

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