Mario Tommasini
Il politico della rivoluzione per i più deboli
READ SOULTALE / Matti da slegare

Era il 1965. Nel mio ufficio c’ero io, Basaglia, Fran, Tradardi e Bruno Fontanesi e lì abbiam deciso di occupare il manicomio di Colorno. Allora abbiam fatto tutti i preparativi, gli studenti han fatto le riunioni in federazione e qualcosa è arrivato al presidente della provincia. Insomma, una domenica mattina siamo andati a fare una riunione coi malati al manicomio, un gran casino, e abbiam detto: Dunque, da questo momento il manicomio è occupato. E perché? ci han chiesto. Allora abbiam fatto un lungo elenco di violenze, di maltrattamenti e di tutte quelle robe che capitavano dentro il manicomio, che era un carcere.

È arrivata la polizia, la Provincia ha convocato una riunione straordinaria, volevan far saltare la maggioranza, perché il presidente era convinto che io avessi fatto queste cose in accordo col PCI. Ma io no, io mi ero messo d’accordo con gli studenti. È stata una cosa straordinaria. I medici del manicomio sono usciti fuori, il direttore faceva presenza, gli infermieri si sono rifiutati di andare a lavorare. Allora abbiam fatto una riunione con tutti i matti e abbiamo organizzato il mantenimento dell’ospedale. E sono stati gli unici 40 giorni dove non c’è stato un solo atto di violenza. Qualcuno ha detto: Non capiterà mai più che si possa vivere 40 giorni liberi in un manicomio e aveva ragione, perché al posto della struttura c’erano loro, che decidevano cosa fare da mangiare e come organizzare tutto. Si è consumata un sacco di roba, eh, ne abbiam buttata via, ma decidevano loro, i matti. Hanno anche fatto molto l’amore. Abbiamo interrotto l’occupazione perché la Giunta aveva approvato una delibera che chiedeva una nuova politica del manicomio. È venuto anche Basaglia. Adesso in Italia ci sono centinaia di migliaia di anziani negli ospizi e dobbiam scardinare questa cosa. Perché lì dentro non si cura nessuno e il primo diritto è avere una casa, avere una vita ed essere liberi. Fuori dai posti come quelli, com’erano anche i manicomi.

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Mario Tommasini (Parma, 20 luglio 1928 – 18 aprile 2006) è stato un politico e militante italiano. Chi è stato bambino assieme a lui lo ricorda per la sua vocazione a essere un capo nei giochi, nelle sassaiole e nelle ribellioni a scuola contro le ingiustizie. A 14 anni fu tra i partigiani più giovani. Militò nei Gap, i gruppi d’azione patriottica e compì azioni spericolate contro i carri armati dei nazisti che sfioravano i borghi della sua città. Ricevette nel 1967 la Croce al merito per la lotta partigiana. Negli anni a seguire l'azione politica di Tommasini, all'interno del partito comunista, fu forte e irruente tra discussioni, congressi, proposte e realizzazioni di rinnovamento. In qualità di Assessore ai Trasporti, con delega per l'Istituto psichiatrico di Colorno, riuscì a cambiare la vita nel manicomio. Fino a capire che là dentro nessuna terapia, pur migliorativa che fosse, avrebbe potuto aiutare i malati.

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