Mark Twain
Lo scrittore dall'umorismo irresistibile
READ SOULTALE / Il Padre della acque

Mio padre mi insegnò diverse cose durante l'infanzia e l'adolescenza.
Mi spiegò che non esistono uomini incorruttibili e che gli animali sono esseri di gran lunga più intelligenti. Mi dimostrò che l'uomo era vittima di sé stesso, prigioniero di convenzioni sociali e leggi ottuse che aveva creato e si era imposto. Mi disse che l'umorismo è l'arma più potente di cui un uomo possa disporre e che la stupidità è la malattia più contagiosa. Mi insegnò che gli usi dei tempi e le scelte della massa non giustificano l'uomo e non sono un alibi per la mancata responsabilità individuale. Imparai così a comportarmi come lui, a lasciare che le malignità mi scorressero addosso come l'acqua, a dirigerle dove volevo e a lasciarle sfociare dove mi era più comodo. Grazie a mio padre ho imparato a coltivare l'interesse per la scienza, ho compreso che l'intelligenza è la miglior medicina al male provocato dall'ignoranza della superstizione e dalla schiavitù della convenzione.

Mio padre mi ha visto crescere, imparare il primo lavoro come tipografo e iniziare a scrivere per il giornale di Orion, mio fratello. Lavorai al suo fianco pilotando battelli a vapore e studiando per più di due anni per ottenerne la licenza di pilota. Non pianse quando partii per la guerra dove ho sperimentato la follia dell'uomo, né si sorprese quando tornai. Mi spinse a viaggiare e visitai l'Europa, arrivando in Francia, in Italia e in Palestina. Tornai in patria e ripresi il mestiere di giornalista.

Mio padre è un gigante maestoso. Viaggia molto ma non ha mai visitato altri luoghi all'infuori degli Stati Uniti. Li attraversa tuttora, più volte l'anno, da nord a sud. Nel corso di questi innumerevoli viaggi ha conosciuto uomini di tutti i tipi, è venuto a contatto con moltissime vite, ha vissuto e gli sono state narrate milioni di esperienze.
Mio padre non sa parlare. O meglio, non parla la lingua degli uomini. Tutto quello che ho imparato da lui mi è stato trasmesso attraverso il silenzio dei fatti.
Ma a dire il vero, mio padre non è il mio vero padre. Quest'ultimo morì di polmonite quando avevo 11 anni. Allora sono stato adottato da questo mio padre che mi ha insegnato tutto quello che so e che amo anche se non sono sangue del suo sangue. I nativi americani lo chiamavano Meschacebé, padre delle acque, ma tutti lo conoscono ormai come Mississippi.

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Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (Florida, 30 novembre 1835 – Redding, 21 aprile 1910), è stato uno scrittore, umorista, aforista e docente statunitense. Dall'età di quattro anni visse a Hannibal, città situata nello stato del Missouri, sulle rive del Mississippi. Nel 1851 iniziò a lavorare come tipografo e articolista presso l'Hannibal Journal, giornale fondato dal fratello Orion, e a diciotto anni lasciò la cittadina in cui era cresciuto per lavorare a New York, Philadelphia, St. Louis e Cincinnati. Nel 1859 ottenne la licenza di pilota di battello a vapore, mestiere che esercitò orgogliosamente e da cui trasse ispirazione per la stesura di diverse opere, come Vita sul Mississipi. Dal gergo marinaresco, inoltre, ricavò lo pseudonimo di Mark Twain, letteralmente Marca Due che indicava una profondità di sicurezza per i battelli a vapore. Dopo aver militato per pochi anni in un battaglione di confederati durante la guerra di Secessione americana, nel 1863 ritornò a lavorare come giornalista. Tra il 1866 e il 1868 viaggiò in Europa, visitando la Francia, l'Italia e la Palestina. Ritornato negli Stati Uniti si dedicò a tempo pieno alla letteratura, scrivendo e pubblicando romanzi come Le avventure di Tom Sawyer, Le avventure di Huckleberry Finn, Un americano alla corte di Re Artù.

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