Michael Jordan
The Air Man
READ SOULTALE / Che ci posso fare? Entrano tutte...

Sono sospeso nell'aria in un tempo che è un istante fulmineo e infinito nel quale non esisto già più.
Divento quell'aria, in un altrove invisibile, mentre gli altri mi osservano pensando che io sia ancora lì.
Inspiegabile la percezione quasi magica di una realtà che tocca terra e cielo.
Non ho fatto molto per meritarla. Certo, mi sono  impegnato per dare il massimo.
Senza falsa modestia ci sono riuscito e alla fine ho vinto tutto.
Ma non è proprio questo il punto, vedete.

Ho sempre pensato, da quando ho cominciato a giocare seriamente, che avrei dovuto essere il miglior giocatore possibile. Altrimenti era meglio lasciare, cambiare strada. È una giusta visione delle cose? Non lo so. È stata la mia, ma con qualcosa di più, concedetemelo. Ed è questo il punto: non solo giocare e vincere, ma come giocare, come vincere. E come perdere, anche. 

Facendo intravvedere quel respiro vitale che mi attraversava, che trasformava lo sport, il gioco, i salti mirabolanti e i canestri attesi, in arte. Mostrando la bellezza, la forza, la grazia, l'energia positiva che non imprigiona, ma libera e salva. Non mi sono salvato perché sono diventato un mito nella storia del basket, ma per l'armonia forse inconsapevole che ha unito gesto atletico e anima. Se questa armonia c'è stata ed è passata negli occhi di chi mi ha guardato, mentre cercavo di portare in alto la mia squadra assieme a quel pallone danzante che accompagnavo al canestro, allora posso essere felice di me e della mia storia. Allora il segno è stato lasciato, conquistando ogni record e affascinando tifosi in visibilio, certo… Ma è stato lasciato soprattutto oltrepassandolo, in una sorta di tranquilla e distaccata meraviglia dentro lo scatenarsi adrenalinico del movimento, del percorso netto e lucido che conduce al risultato vincente. Non solo i numeri sul tabellone, di più, o se vogliamo molto meno: l'esserci volando e poi volare via.

ABOUT / Michael Jordan

Michael Jeffrey “Air” Jordan, conosciuto anche con le sue iniziali MJ (Brooklyn, 17 febbraio 1963), è un ex cestista statunitense. Timido di carattere, risulta in compenso un atleta eccezionale. Alla North Carolina University, durante il suo primo anno di studi, segna il tiro decisivo nella finale della NCAA, la famosa lega universitaria americana di basket. Terribilmente assorbito dall'impegno e dalla passione sportiva, abbandona prematuramente l'università. Partecipa alle Olimpiadi di Los Angeles, vince l'oro e approda all'NBA. Viene scelto come terzo giocatore dai Chicago Bulls. La squadra è considerata di bassa classifica, ma al suo arrivo tutto cambia. La gara d'esordio è contro Washington e i Chicago escono vincitori con Michael che riesce a segnare 16 punti. Al termine della prima stagione viene eletto Rookie of the year (matricola dell'anno) e dopo pochi mesi viene votato per partecipare all'All-Star Game che gli permette di essere conosciuto dal grande pubblico. La carriera di Jordan continuerà per molti anni, un successo dopo l'altro, fino al ritiro definitivo nel 2003.

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