Nawāl al-Saʿdāwī
L'attivista contro le mutilazioni genitali femminili
READ SOULTALE / Combattendo l'oppressione patriarcale

Grazie a mia madre, il mio nome Nawāl significa Dono, nonostante sia nata femmina.
Sono venuta al mondo nel 1931, in un piccolo villaggio nel delta del Nilo, dove mi hanno praticato l’infibulazione all’età di 6 anni. Mi sentivo indifesa e decisi, a poco a poco, che da grande avrei avuto la mia rivalsa. Divenuta tra le principali attiviste contro le mutilazioni femminili, mi hanno incarcerata, processata, minacciata di morte e rimessa in libertà. Esiliata, per la precisione.

La mattina dopo ho aperto gli occhi ed ero in prigione, con i muscoli indolenziti per una notte trascorsa su una branda... In quel momento ho preso una ferma decisione. Vivrò in questo posto come in qualsiasi altro luogo.

Sono una militante dei diritti umani, un medico psichiatra e una scrittrice. Non ho paura. Scrivo, scrivo tanto, animata dall’urgenza di trasmettere testimonianze. Scrivo perché le sfide che ostacolano il cammino verso la libertà non finiranno mai. Scrivo e viaggio per incontrare e far conoscere. L’aeroporto è la mia casa. Parto e arrivo in vari posti del mondo per denunciare la violenza. Ma sembra ancora non esserci possibilità di scampo dal potere patriarcale.

Salviamoci dall’uomo ignorante e superstizioso che violenta fisicamente e psicologicamente. Dall’uomo che vuole opprimere la conoscenza. Dall’uomo che non vuole che la donna si possa istruire. Dall’uomo che ha introdotto le mutilazioni genitali femminili. Salviamoci da questa oppressione che fa sì che Il mio libro Donne e Sesso, pubblicato nel 1969, sia ancora vietato dalle autorità politiche e religiose del mio paese.

ABOUT / Nawāl al-Saʿdāwī

Nawāl al-Saʿdāwī (Kafr Tahla, 27 ottobre 1931) è una scrittrice, psichiatra, nonché militante femminista egiziana. Pluripremiata per i suoi libri di denuncia, ha scritto racconti, novelle, romanzi brevi e saggi. Considerata a lungo una persona controversa e pericolosa dal governo egiziano, fu incarcerata nel settembre del 1981, insieme a molti altri obiettori del Trattato di pace di Gerusalemme firmato dal Presidente Anwar al-Sadat. Fu rilasciata alla fine dello stesso anno, un mese dopo l'assassinio del Presidente della Repubblica. Di quella sua esperienza ha scritto: Il pericolo ha fatto parte della mia vita fin da quando ho impugnato una penna e ho scritto “Niente è più pericoloso della verità in un mondo che mente".

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