Nelson Mandela
Il presidente che non si è arreso
READ SOULTALE / Liberi dalla paura

C’è un momento ben preciso, quello che precede l’azione o la resa, in cui acquisti coscienza dell’insostenibilità della situazione. Il mondo può rivelarsi ingiusto ed è allora che gli esseri umani si dividono fra quelli che agiscono e quelli che non agiscono. 

Durante l’Apartheid le cose non andavano male, andavano peggio. La rabbia che in molti di noi covava era profonda e radicata, alimentata dalla benzina di decenni di soprusi. Ci sono molti modi di entrare in azione. Se tutti noi possiamo influenzare gli eventi, la differenza è fatta da che cosa facciamo e quali sono le conseguenze. Io entrai a far parte dell’ANC e partecipai alla resistenza sia pacifica che armata. La rabbia era tale che, di fronte alla morte di tutte quelle persone a Shaperville, non vidi altra soluzione. Quando mi arrestarono fui accusato di molti crimini e condannato all’ergastolo come traditore.

Gli anni di prigionia furono difficili, ma mi aiutarono a sviluppare nuove qualità: pazienza, resistenza, perdono. Capii che non tutti i bianchi erano persone malvage e crudeli. Anzi, la maggior parte di loro non era diversa da noi. Erano esseri umani e, come me, avevano paura e desideravano la pace. Le uniche differenze erano politiche e culturali. Essi erano contro di noi solo perché così gli era stato insegnato. La lotta com’era stata condotta fino a quel momento non poteva funzionare, bisognava far sì che il cambiamento avvenisse nel cuore delle persone. 

Quando divenni presidente ebbi la possibilità di mettere in atto tutto ciò che avevo appreso in ventisei anni di prigione. Molti intorno a me desideravano vendetta, ma non era per quello che avevamo lottato. È l’esempio l’arma più potente, essere ciò che è giusto essere, risplendere più forte che puoi e alimentarti del desiderio di cambiamento che provi. In ognuno di noi esiste una scintilla di luce, soppressa dalle tenebre della paura. Ma, vedendo qualcun altro che quelle tenebre le ha sconfitte, qualcosa scatta in noi e la scintilla divampa. La paura svanisce per cedere il posto al coraggio e alla forza. Al Sud Africa serviva un esempio, serviva una nuova visione non solo del loro paese, ma di loro stessi. Come presidente era mio compito offrire tutto questo.

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Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918 – Johannesburg, 5 dicembre 2013) è un politico sudafricano, primo presidente a essere eletto dopo la fine dell'apartheid nel suo paese. Ebbe un ruolo importante nell'assemblea popolare del 1955, la cui adozione della Carta della Libertà, stabilì il programma della causa anti-apartheid. Nell'agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni della CIA. Fu imprigionato per 5 anni con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero. Rifiutando un'offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata, rimase in prigione fino al febbraio del 1990. Divenuto presidente, Mandela guidò la transizione dal vecchio regime, basato sull'apartheid, alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il sostegno alla riconciliazione nazionale e internazionale. Dopo aver abbandonato la carica, proseguì il suo impegno e la sua azione a favore delle organizzazioni per i diritti sociali, civili e umani. Ricevette numerose onorificenze, incluso il Nobel per la pace nel 1993.

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