Nina Simone
La regina del soul
READ SOULTALE / Una voce per la libertà

Pensa a una musica, la prima che ti viene in mente, un suono ascoltato e mai dimenticato.
È un esercizio che faccio ogni mattina. Cerco in me una musica e ne trovo sempre una costante. È il suono di una terra, la mia terra, di canti sussurrati in chiesa prima che in ogni altro luogo, mescolati nel coro di voci umili. Canti che salgono al cielo come preghiere. Canti di campi coltivati a tabacco da donne che piegano la schiena, ma mai lo spirito.

Ogni volta davanti a un microfono, durante un concerto, ricordo bene quella volta a San Francisco, sento un desiderio di libertà invadermi il cuore, e lo tiro fuori, seguendo con la mia voce un volo libero di uccelli.
Canto solo per questo desiderio di libertà e la mia voce passa tra le catene di ogni emarginazione per spezzarle.
La mia voce è quella di un popolo intero quando è oppresso, di un uomo solo quando è schiavo.
Canto per il mio paese, lasciato in fretta e mai più goduto.
Canto per la vita, contro ogni violenza, perché la mia voce sia guarigione contro la malattia comune dell'indifferenza, abbatta muri e costruisca ponti, per arrivare dritta al cuore di chi la ascolterà.

ABOUT / Nina Simone

Nina Simone, nome d'arte di Eunice Katleen Waymon (Tryon, 21 febbraio 1933 – Carry-le-Rouet, 21 aprile 2003) è stata una cantante, scrittrice, pianista e attivista per i diritti civili statunitense. Sesta di otto fratelli, fin da bambina cantava e suonava in chiesa insieme alle due sorelle con il nome di Waymon Sisters, ma il pregiudizio razziale frenò il suo talento per molto tempo. Nei primi anni Cinquanta lavorò come pianista e cantante in vari club, ispirandosi a Billie Holiday. Si orientò verso il jazz ed eseguì I Loves You, Porgy, cover di un brano di George Gershwin, che vinse il Grammy Hall of Fame Award. Lavorò per parecchie case discografiche prima di iniziare a collaborare stabilmente con la Philips nel 1963. Amica e alleata di Malcolm X e di Martin Luther King, lasciò gli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta accusando sia l'FBI che la CIA di scarso interesse nel risolvere il problema del razzismo. Girò il mondo, vivendo in Liberia, in Egitto, in Turchia, in Olanda e in Svizzera ma, in seguito al polemico abbandono degli Stati Uniti, i suoi album vennero pubblicati di rado. Cominciarono così gli anni del dietro le quinte, almeno fino al 1987, quando My Baby Just Cares For Me entrò prepotentemente nelle classifiche. Nel 1989 tornò con un nuovo album, Nina's Back, seguito poi da Live & Kickin.

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