Oliviero Bellinzani
L'uomo con le ali
READ SOULTALE / Stampelle in volo

Ce le abbiamo tutti, le ali. Solo che non le usiamo. Certo, sono più impegnative di gambe e braccia, allora le lasciamo lì, tanto che bisogno c’è?

Non lo so. Io so del mio, di bisogno, nato quando la vita sembrava avesse voluto fermarmi, concedendomi di desiderare ma di non poter realizzare. Niente di più crudele, vero? Ma no, la vita, in fondo, c’entra poco. C’entriamo noi. Perché la vita ti cambia, sta a noi scegliere come.

A me ha tolto una gamba e aggiunto forza di volontà. L’ho sfidata, questa sorte. Non potevo cambiarla, non potevo più essere quello che ero, allora ho scelto di essere quello che forse neppure sarei stato.

Se ci si spinge là dove la passione chiama, ci vogliono sempre e comunque impegno, lavoro ed esperienza, anche sofferta. Niente ci può fermare, neppure quello che ci rende diversi, in apparenza limitati. Siamo diversi perché unici, ma pieni di potenzialità. E allora non perdiamo tempo ad autocommiserarci.

Scopriamo le nostre ali e proviamo a volare.

Prendiamo la montagna: è lì anche per uno con un gamba sola e chiede a lui, come a tutti, coraggio, umiltà, attenzione e onestà. Io l'ho ascoltata e mi sono ascoltato.

Ho fatto più fatica degli altri? No. Mi sono adoperato con quello che avevo e che ho scoperto di possedere, sfruttandolo al meglio per arrivare in cima. O anche no. Per andare libero e sentire, al contatto con la roccia, quella verità che non fa sconti, nel privilegio di essere accolto, ospite silenzioso e grato.

Salgo con le stampelle e col tempo divento via via sempre più agile e sicuro. Mi arrampico e, pur nel rischio consapevole, la strada ha meno ostacoli di quelli che il concetto di normalità costruisce giù, dove tutto è spesso una forzatura innaturale, un opporsi, un allontanare, un non riconoscersi. La montagna non fa miracoli, ci guarda in faccia e legge la nostra sincerità, ci rende uguali, anime innamorate, se determinati a vivere una passione senza presunzione. Se, con una gamba o due, si è disposti a una fatica che non è una sofferenza inflitta, ma un percorso che si trasforma in lezione di vita, in compimento di un senso: quello dell’andare avanti, del non arrendersi, di riconoscere la bellezza e respirarla, fino all’ultimo respiro concesso.

ABOUT / Oliviero Bellinzani

Oliviero Bellinzani (Brenta, 28 ottobre 1955 – Valle di Blenio, 21 agosto 2015) è stato un grande alpinista, amante dell'arrampicata e dell'avventura, a molti noto con il soprannome di uomo con le ali, ad altri sconosciuto nonostante la cospicua e invidiabile attività alpinistica. Su VieNormali ha relazionato più di 340 cime, con svariati itinerari di elevata difficoltà, ma le cime scalate da Oliviero sono ormai un migliaio. Amputato di una gamba nel 1977, in seguito a un grave incidente stradale, ha raggiunto traguardi alpinistici di difficile realizzazione come il Grand Capucin per la Via degli Svizzeri, il Dente del Gigante, il Cervino sia per la Cresta del Leone che per la Cresta Hornli, il Monte Bianco in solitaria, il Pizzo Badile per lo spigolo nord, la Punta Dufour nel Monte Rosa e la Piccolissima nelle Tre Cime di Lavaredo per la Via Cassin, solo per citarne alcuni. Dopo l'incidente ha ripreso ad andare in montagna e ad arrampicarsi, testimoniando un forte messaggio di vita, sia alpinistica che umana, e aprendo la strada ad altri disabili per aiutarli a reagire di fronte a ogni difficoltà. Muore il 21 agosto 2015 a causa di una caduta poco sotto la cima del Grauhorn, nel massiccio dell'Adula, al confine tra Ticino e Grigioni, in Svizzera. È stato travolto da una frana di sassi e trascinato a valle mentre il suo compagno di scalata è rimasto illeso.

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