Omero
Il poeta della memoria di mute parole
READ SOULTALE / Il suono del tempo

Ho gli occhi stanchi. Un velo rende opaca la mia vista, eppure un tempo osservavo lucida-mente gli avvenimenti, li assaporavo in ogni minimo particolare, tessevo con cura una coperta di verità che condividevo con gli altri. I fili interagivano tra loro, creavano un motivo o una sinfonia, legandosi al suono della mia voce.

Più volte ti ho invocata, Calliope. Eri la mia melodia, la mia ispirazione, la mia storia. Eri la mia memoria.
Ho dato vita e parola a uomini dalle capacità straordinarie, così forti, così astuti, eppure così fragili nelle loro debolezze da non essere capaci di salvarsi da se stessi. Questo ho cantato e questo ho visto: la ricerca della propria salvezza e la volontà di riuscire a convivere con le proprie emozioni. Nel mio mondo, dove il tempo è circolare – ma si intravede già quel segmento che tradirà la via e romperà la rotondità dell'oracolo delfico – l’uomo è in equilibrio precario, nella condivisione con il divino di un patrimonio di ricordi.

La madre delle Muse è Mnemosyne, la Memoria. Io dico che è la madre di ogni canto e di ogni uomo. Nasciamo e subito incanaliamo ricordi, immagini, suoni e odori. Viviamo assaporando il passato. Ma che dico? Nel mio mondo circolare il passato è anche il presente e il futuro, è uno stato mentale, il sole che illumina sempre la gloria del mito.

Ho gli occhi stanchi, insofferenti per questa immobilità rotonda. Allora li chiudo e sento una forza che mi spinge verso la linearità della storia. Sono un cieco, ormai entrato negli occhi dei miei uditori, sono il sussurro del vento nei momenti di verità, sono solo un filo nel gomitolo delle memorie collettive. Ho gli occhi stanchi e le mie membra sembrano scomparire e di me rimarrà un monito solitario, pietrificato dallo sguardo del mondo, e il suo canto, suono di materia inerte, ma pulsante il sangue della storia.

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Creative Commons. Author: Marie-Lan Nguyen.

Omero è il nome con cui è tradizionalmente identificato il poeta greco più famoso dell'antichità. Poco si sa di lui. Erodoto ci racconta che visse intorno alla metà del IX secolo a.C., tuttavia non vi sono certezze a riguardo. Sette città, ovvero Atene, Argo, Chio, Colofone, Rodi, Salamina e Smirne, cercarono di accaparrarsi i natali del mitico ideatore dei due più importanti poemi epici, l'Iliade e l'Odissea. Non è tuttavia certo che sia davvero esistito un poeta chiamato Omero, il cui nome significa Colui che non vede (la cecità aveva all'epoca una connotazione sacrale). Dubbio che sta alla base della querelle infinita conosciuta come questione omerica.

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