Oriana Fallaci
La giornalista dalle opinioni radicali
READ SOULTALE / Non sarò altro che me stessa

Posso non piacere.
E non mi interessa.
Non sono una donna assertiva, piegata al potere o all’opinione comune o alla presunta tolleranza che corre in difesa di quello che è più facile e popolare difendere.
Sono qualcuno che ha vissuto gli accadimenti, ha lasciato il comodo divano di casa per andare là dove la storia del mondo richiedeva di essere conosciuta da vicino, raccontata senza mezze misure, con l’indignazione e la rabbia necessaria.
Quella che vede l’ingiustizia, la prevaricazione e l’ignoranza.
Quella che vede la falsità sfruttare l’occasione per bruciare automobili, imbrattare muri, saccheggiare i McDonald's e usare violenza in nome di principi alti, ma in realtà bassi, ignobili, che pescano nel peggio delle persone. Le stesse che seguono le mode, come è di moda essere di sinistra, ammirare falsi condottieri analfabeti o intellettuali senza valore e farne dei miti.
E guardiamoli poi questi esemplari ipocriti, generosi e tolleranti, che affermano ancora che la proprietà è un furto e si comprano i palazzi, mentre fingono di lottare per la giustizia e l'uguaglianza sociale. Gli stessi che erano prima fascisti neri e poi sono diventati fascisti rossi. O viceversa.
E io lo dico e lo scrivo.
E sono arrabbiata di una rabbia profonda e inarrestabile e sento di dover combattere contro un nemico.

Adesso siamo entrati in una nuova era.
All'Occidente è stata dichiarata guerra: combatti, Occidente, perché il mondo islamico ha quello che a te manca. La passione e la fede assoluta, che poi generano kamikaze, ma che esistono sopra ogni altra cosa. Noi invece abbiamo perso il cuore, lo abbiamo venduto per i nostri interessi e le nostre sterili sicurezze.
E io mi ribello e mi batto per la verità e la libertà, perché solo questo mi ha fatto sentire davvero la forza della vita e della salvezza sulla mia pelle.

E combatterò fino alla fine, quella che mi aspetta ora.
So bene di essere su una strada senza ritorno e mi dispiace morire, ma ancor più oggi mi impongo e pretendo dignità nella morte. Sono pronta alla sfida, come sempre, e sarà la mia lotta più significativa, come solo le cose ultime sanno essere.

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Oriana Fallaci (Firenze, 26 giugno 1929 – 15 settembre 2006) è stata una scrittrice, giornalista e attivista italiana. All'età di soli dieci anni il padre la coinvolse nella Resistenza, un'esperienza che le valse la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano e che plasmò il suo carattere di donna forte e combattiva. Dopo la guerra, a diciassette anni, iniziò la sua attività di scrittrice con reportage per testate prestigiose. Memorabili restano le sue interviste ai potenti della terra, un esempio di grande giornalismo e di straordinaria capacità di tenere testa ai propri interlocutori. Tra tutte si ricorda quella all'Ayatollah Khomeini per il coraggio della donna che osò togliersi lo chador davanti al leader iraniano, apostrofandolo come tiranno. La sua consacrazione a scrittrice di fama mondiale risale al 1975 con il romanzo Lettera a un bambino mai nato, a cui fanno seguito Un uomo, Insciallah, La rabbia e l'orgoglio, un pamphlet contro le dittature, il fanatismo religioso e la debolezza dei governi che spacca l'opinione pubblica, e La forza della ragione. Affetta da un male incurabile, che definiva l'Alieno e attribuiva alle esalazioni dei pozzi fatti esplodere da Saddam Hussein che aveva respirato in Kuwait, morì a Firenze nella casa di cura Santa Chiara.

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