Oscar Niemeyer
L'architetto visionario padre di Brasilia
READ SOULTALE / Il fascino della curva libera e sinuosa

Sono nato il 15 dicembre del 1907 a Rio de Janeiro. Il mio nome completo è Oscar Ribeiro de Almeida de Niemeyer Soares Filho. In me scorre sangue portoghese, arabo, tedesco e indio. Non sono un solo uomo, ma una moltitudine di uomini. Per ognuno di loro vorrei progettare un'unica città, vasta e brulicante, il labirinto meticcio delle nostre origini e del nostro futuro. Il mio sogno è sempre stato quello di edificare la dimora dell'uomo, dove le linee del nostro corpo si riflettano sulla sensuale mobilità delle curve degli edifici, dove le strade su cui gli uomini spendono la loro vita possano pulsare come il sangue nelle loro vene. Una struttura dalla complessa semplicità, sostenuta da una solida fragilità. 

Vorrei che la mia arte cantasse di vita, sopra il respiro estasiato degli edifici, all'ombra solenne di una chiesa come di fronte alla pesante maestosità di un parlamento. Il mio paese, ancora languido e selvaggio, vasto e deserto, mi ha offerto i suoi spazi dove ho cominciato a immaginare dimore, edifici, strade e vicoli gravidi di presenze, inondati di umanità. Ora mi è stata data l'opportunità di donare al mio Brasile la sua città e, sopra questa immane distesa, spero di assistere all'ascesa di questo nostro mondo nuovo, liberato dai parassiti e purgato dagli approfittatori.

Ho sentito crescere la Capitale, plastica e sensibile, giorno dopo giorno, dalla finestra della mia stanza e all'aperto, ora in compagnia di migliaia di operai, ora nella casta solitudine del mio sonno. Questa croce intorno a cui si snoda il barlume frenetico della vita mi riempie di entusiasmo e soddisfazione. Nel vociare sabbioso del cantiere mi hanno visitato le facciate e i profili dei palazzi che sto progettando, ho immaginato la svettante verticalità della metropoli, la sinuosa tensione del cemento al di là delle impalcature. Rio è la mia culla, e mi auguro di riposare lì le ossa stanche al tramonto dei miei giorni. Ma questa coppa di terra e di luce, che incide l'oscurità delle mie pupille, spero brilli in eterno per la moltitudine che vive inabissata nelle pieghe del mio spirito e si specchia nel popolo caldo e gioviale che abita queste terre dal primo sbadiglio dell'universo.

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Oscar Ribeiro de Almeida de Niemeyer Soares Filho, noto come Oscar Niemeyer (Rio de Janeiro, 15 dicembre 1907 – 5 dicembre 2012) è stato un architetto brasiliano. Dopo il matrimonio contratto con Annita Baldo nel 1928, iniziò a lavorare presso la tipografia del padre e si iscrisse all'Escolas de Belas Artes. Nel 1934 ottenne il titolo di architetto ingegnere e iniziò a lavorare presso lo studio di Lucio Costa e Carlos Leão. Nel 1939 guidò un team di architetti che si era fregiato della consulenza di Le Corbusier per la pianificazione e progettazione di diverse aree del Brasile. Nel 1945 entrò a far parte del Partito comunista brasiliano. Di tendenza modernista, l'architettura di Oscar Niemeyer fomentò la costruzione di diversi grattacieli e tra le sue opere principali ricordiamo: il padiglione brasiliano alla Fiera Internazionale di New York (1939), la Chiesa di San Francesco d'Assisi a Pampulha (completata nel 1943), il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, ideato insieme a Le Corbusier e ad altri architetti. Nel 1956 Juscelino Kubitschek, appena eletto presidente del Brasile, gli affidò la progettazione della nuova capitale dello stato: Brasilia. Nel 1961 un colpo di stato portò i militari al potere e instaurò una dittatura che sarebbe durata fino al 1985. In quel periodo Niemeyer si trasferì in Europa, a Parigi. Nel 1988 vinse il premio Pritzker per l’architettura e tornò in Brasile.

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