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Otto Hahn
Il chimico pacifista
READ SOULTALE / Atomi di pace

Li ho uccisi tutti io.
Certe volte, nei rari momenti di requie, quando non riesco a intendere altro che l’oblio, i loro volti mai visti, le loro vite negate, vengono a farmi visita. Riconosco ogni donna, ogni bambino, ogni vecchio.
Hiroshima e Nagasaki esplodono dentro di me, ancora e ancora.
Quando ricevemmo la notizia, nel campo di prigionia inglese, cominciai a contare, seduto sotto la pioggia battente, i quadrati della recinzione, sperando che fossero sufficienti a incastonare tutte le morti che le mie scoperte avevano causato. Ma i miei assistenti, a un certo punto, mi trascinarono via a forza.
Anche ora che le ossa scricchiolano e gli atomi si disgregano, vorrei fare di più per la pace e cercare formule che cancellino la fissione, e dunque le armi. Immagino che i miei eredi, tra molte decine di anni, o tra qualche secolo, saranno in grado di disgregare l’idiozia, il razzismo e l’odio dal cervello degli uomini.
È un sogno, certo, ma per un vecchio chimico, sempre intento alla ricerca di prove ed evidenze scientifiche, un chimico tormentato da cadaveri mai visti e solo immaginati, un bel sogno è la prova manifesta che l’uomo può essere migliore di quanto la mia scienza potrà mai provare.

ABOUT / Otto Hahn

Otto Hahn (Francoforte sul Meno, 8 marzo 1879 – Gottinga, 28 luglio 1968) è stato un chimico tedesco, Nobel per la chimica nel 1944. Fermo oppositore della dittatura nazista, riuscì con la moglie Edith, ad aiutare numerosi membri dell'Istituto, in pericolo o perseguitati, e a intervenire per proteggerli dall'invio al fronte o dalla deportazione. Scoprì la fissione degli atomi pesanti, imprimendo una svolta e una brusca accelerazione al processo di sviluppo dell’energia atomica. Fondò la nuova accademia scientifica tedesca, nota come Società Max Planck. Per tutta la vita si ritenne personalmente responsabile del genocidio atomico avvenuto a Nagasaki e a Hiroshima. I suoi viaggi in Israele contribuirono significativamente a ristabilire le relazioni tra questa nazione e la Germania negli anni '50. Condannò fermamente l’apartheid sudafricano e si batté per una moratoria internazionale sull’energia atomica a uso militare. Venne candidato al Nobel per la pace e alla presidenza della Repubblica federale tedesca.

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