Paolo Borsellino
Il magistrato diventato un eroe
READ SOULTALE / La paura è normale che ci sia, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio

Sono fuggito, perché non potevo accettare questa situazione.
Sono fuggito, perché amavo mia moglie e non volevo lasciarla sola.
Sono fuggito, perché amavo Fiammetta e non volevo che il suo senso di nausea diventasse una malattia.
Sono fuggito, perché amavo i miei amici e non volevo guardarli negli occhi mentre morivano tra le mie braccia.

Ho pensato mille volte che fuggire avrebbe significato vivere, ma non l’ho fatto perché avrei mentito a tutti e a me stesso. Ho invece scelto di continuare l’opera di chi era già morto per noi. Ho deciso di amare la mia città, Palermo, e le ho dato tutto per amore della giustizia, quella uguale per tutti.

Poi un giorno ti ricordi di essere figlio, e ti dimentichi di essere un magistrato.
Passi una domenica in famiglia, ti rilassi in barca con quei pochi amici che ti puoi permettere di avere. Torni verso casa sereno, ti sembra di sentire l’odore del mandorlo in una giornata di estate, ti accorgi che l’asfalto brucia, percepisci quella strana sensazione di sprofondare nella terra come nelle sabbie mobili, il tacco mangiato dalla strada.
E poco distante la macchina, l’ombra, e tua madre che ti aspetta già sotto casa mentre tiene stretta al petto la sua storia clinica chiusa in una cartelletta blu, che sorride contenta perché oggi suo figlio si sta prendendo cura di lei, la porta dal dottore. Ma la storia si interrompe prima e sarà ancora una volta una madre che dovrà prendersi cura del figlio. Stringere al petto quel poco che di lui rimane, e portarlo all’obitorio.

La paura è normale che ci sia, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio.
Me ne andrò su una barca che vola... me ne andrò ma non resterai sola: 19 luglio 1992.

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Paolo Emanuele Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 – 19 luglio 1992) è stato un magistrato italiano. Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo, esercitava la propria missione con profondo impegno, onestà e grande coraggio. Studiava, investigava, combatteva. Combatteva, studiava, investigava. È stato ucciso dalla mafia: 100 kg di tritolo in una Fiat 126. Era il più caro amico di Giovanni Falcone.

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