Paul Rusesabagina
Il direttore dell'hotel Rwanda
READ SOULTALE / Tagliare gli alberi alti

Era questo il messaggio in codice trasmesso via radio, l’inizio del massacro.
Allora era tutto vero, siamo gli uni contro gli altri e questa nazione lontana da ogni sguardo e interesse affonderà nel sangue. Eppure non siamo tutti così, hutu e tutsi hanno intrecciato le loro vite, costruito famiglie, progetti e futuro, senza coltivare odio. Io stesso faccio parte di questa cultura e mi ritrovo qui, consapevole di quanto sta per accadere, della portata e della ferocia di questa folle guerra. Non sono altro che uno di voi, vedo uccidere innocenti e non posso stare a guardare. Faccio la mia parte, in questo luogo improvvisato come ultima salvezza, non importa da che parte stai, questo è il rifugio per scampare alla morte ordinata da un tuo fratello.
Devo agire d’astuzia, essere diplomatico e trovare i giusti compromessi, corrompere per avere aiuto in cambio, perché migliaia di innocenti non vengano massacrati a colpi di machete. Potrei andarmene e salvarmi, ma non lo posso fare e non lo farò. Non sono un eroe né un salvatore della patria, sono il direttore di questo albergo e questo è il mio posto fino alla fine.

Ma nessuno fuori di qui ha battuto ciglio di fronte a questo sterminio, qualcuno ha cercato di raccontare cosa stava succedendo, perché il mondo si mobilitasse, venisse a salvarci e non permettesse che il genocidio si consumasse nell’indifferenza di tutti.
Ma nulla è successo. Solo che in 100 giorni di terrore e speranza sono riuscito a salvare questa gente senza più diritti. Era il mio compito e ora, lontano dalla mia terra perché inviso al governo, continuo in questo impegno e dico che non dovrà accadere mai più quello che è accaduto nel mio paese. Che si assista sordi, ciechi e immobili, perché l’odore acre della morte non arriva fino a voi, al sicuro nelle vostre case, non vi impedisce di respirare, non contorce di terrore le vostre viscere. Ci sono già segnali di nuova intolleranza, di rifiuto dell’altro e della diversità.

Non aspettiamo che accada ancora.
Che la storia insegni e insegni all’uomo.

ABOUT / Paul Rusesabagina

Paul Rusesabagina (Gitarama, 15 giugno 1954) è un imprenditore ruandese, direttore d'albergo durante il genocidio del Ruanda nel 1994. Nascose nell'Hôtel des Mille Collines tutsi e hutu moderati, contribuendo così a salvare la vita di 1.268 connazionali dalla guerra civile. Attualmente vive in Belgio con la moglie Tatiana, i figli e le nipoti. Nonostante il suo atto di generosità sia stato riconosciuto in tutto il mondo, viene aspramente criticato in patria. L'attuale presidente ruandese Paul Kagame ha affermato che Rusesabagina, protagonista del film Hotel Rwanda di Terry George e autore di un'autobiografia che precisa quegli stessi fatti, stia approfittando della celebrità per riscrivere la storia del paese a suo favore. Nel 2005 ha ricevuto dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush la Medaglia Presidenziale per la Libertà, il riconoscimento civile più elevato negli USA.

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