Philippe Petit
Il funambolo del cielo
READ SOULTALE / Quella folle passione di stare tra le nuvole

C’è chi mi dà dell’arrogante perché guardo sempre tutti dall’alto. In parte è vero, ma solo in senso letterale. In realtà non faccio altro che cambiare prospettiva, scegliendo l’intangibilità dell’aria e la leggerezza del cielo. Cielo che attraverso allo stesso modo con cui uno scrittore attraversa la pagina bianca. Ecco, è come se scrivessi, ma con la punta dei miei piedi e su un filo d’acciaio, una storia sempre diversa. Storie che mi nutrono, spingendomi sempre più su, verso nuove sfide.

Come lo scrittore, non temo il vuoto. Quella dimensione di vertigine, carica di angoscia, non mi appartiene. Perché? Perché il vuoto lo conosco, ho imparato a conoscerlo, lo padroneggio, mi è familiare e, ancora una volta, è una questione di punti di vista dal momento che, in fondo, una base d’appoggio ce l’ho.
La paura è mancanza di conoscenza.

Il segreto, se di segreto si può parlare, sta nella concentrazione. Ma non solo. Sta anche nella più profonda passione che supera i limiti mentali e le barriere umane e nell’intuizione che mi spinge ad ascoltare la voce che esce dalla mia pancia.

Per me i talenti non sono doti innate, ma potenziali capacità che con una disciplinata pratica possono diventare qualcosa di unico. È grazie alla misteriosa comunione di testa e corpo che possiamo creare meraviglie.

ABOUT / Philippe Petit

Philippe Petit (Nemours, 13 agosto 1949) è un artista francese, noto funambolo, mimo e giocoliere. Fa i suoi primi passi su un filo all’età di 16 anni, periodo in cui comincia a intraprendere la carriera di artista di strada. E dalle strade di Parigi s’innalza agli edifici più elevati del mondo, dall’Harbour Bridge alle Torri Gemelle, fino al Grand Canyon. Il film documentario Man On Wire, che lo ritrae nei suoi folli progetti di scalate del cielo, vince il premio Oscar nel 2009.

 

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