Pina Bausch
La ballerina che rivoluzionò la forma artistica
READ SOULTALE / I corpi fluttuano e io mi perdo con loro

Che cos’è un gesto se non una risposta a una domanda? Qualunque essa sia non può che trovare sfogo in un viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio. E i corpi fanno questo: fluttuano alla ricerca di qualcosa che è prima di tutto vita.

Mi sono persa tante volte in una scena, su un palco, cercando di scovare qualcosa che ancora non conoscevo di me o che neppure pensavo esistesse. La danza è una risposta. O, forse, la risposta. Mani che cercano il viso e il corpo. I corpi che scavano nel profondo dell’amore. Perché la nostra anima ha bisogno di amore e, se il nostro inconscio cancella e distrugge, il corpo non può farlo ed esprime ermeticamente questa necessità vitale, questa linfa che non ci farà mai cadere nell’oblio.

Perdersi è una bella risposta. Allora urlo per poter ritrovare la via. Questa è la mia esistenza: dall’inferno al palcoscenico. Perché mai fare il percorso inverso? Lì ho giocato con gli altri viaggiatori. Lì ho condiviso le risposte. Lì i corpi si sono aggiunti ad altri corpi e insieme hanno sconfitto la paura o forse l’hanno solo raccontata. E quando mi sono persa, ecco che lo sguardo si volta indietro e danza, per poi riprendere il viaggio, interrogandosi di nuovo.

Tutto, in me, si confonde. Piccoli pezzi che a volte riesco a ricomporre, a volte no. Per quello abbatto e costruisco muri, nell’intenzione di ricongiungermi a me stessa oppure di separarmi per sempre. Viaggio, viaggio, viaggio e, mentre ballo, ricordo e dimentico, distruggo e creo.

Abbraccio il mondo e porgo le mie lunghe braccia.

ABOUT / Pina Bausch

Philippine Bausch, detta Pina (Solingen, 27 luglio 1940 – Wuppertal, 30 giugno 2009), è stata una coreografa e ballerina tedesca. Nel 1973 fonda il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, uno spazio di teatro-danza dove prendono vita tutte le sue invenzioni artistiche e dove la ballerina crea la sua particolarissima compagnia di danza contemporanea. Qui ogni ballerino è chiamato a ricordare se stesso e a viaggiare nel proprio io, grazie all’uso nuovo e rivoluzionario del gesto teatrale e della parola che Pina inserisce in una rappresentazione di danza. La sua opera più famosa è Café Müller in cui il pensiero della coreografa giunge al culmine e a una sorta di estasi artistica.

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