Raif Badawi
Il blogger dai valori liberali
READ SOULTALE / A pensiero libero

Ho 31 anni, una moglie che amo e tre meravigliose bambine.
Quando ho deciso che mi sarei chiesto il perché delle cose, che l'avrei fatto pubblicamente e coscientemente, ho pensato soprattutto a loro, alla mia adorata famiglia.

Nascere in un Paese anziché in un altro non è un merito, forse solo un caso. Per qualcuno diventa una fortuna, per altri una missione. Non so dire ancora se la mia missione coincida con la mia fortuna. Per ora sono in carcere e rischio la pena capitale. Non ho rubato né tantomeno ucciso, eppure sono considerato ostile e pericoloso. Mi accusano di slealtà, di disobbedienza e di minare con le mie idee la sicurezza del Paese.
Sapevo di espormi quando decisi che il mio compito sarebbe stato porre domande, manifestare delle opinioni e assumerne ogni responsabilità. Ho messo a repentaglio tutto, brandelli di cuore e di pelle, la mia pelle che, per farmi abbassare la testa, mi viene strappata in una piazza, di fronte a una platea di bravi fedeli. Una folla urlante e incitante a ogni colpo: uno, due, tre, quattro, cinque e avanti fino a cinquanta scossoni di frusta, secchi, decisi, laceranti. Bruciano, tolgono il fiato ma io guardo il cielo. Sposto il pensiero, stringo i denti e penso a loro, alla mia famiglia ormai lontana, al sicuro.

Voi che seguite questa storia, il cui finale è ancora tutto da scrivere, mi definite coraggioso.
Il mio coraggio nei vostri Stati viene chiamato diritto. In un mondo libero è facile dare per scontato ciò a cui si è semplicemente abituati. Ma nel mio Paese c'è così tanto bisogno di modernizzazione che io resisto ed esisto in un atto di ribellione. E di speranza. La stessa che voglio dare ai miei figli, affinché abbiano un giorno la possibilità di scegliere, anche in cosa credere.

ABOUT / Raif Badawi

Raif Badawi (Khobar, 13 gennaio 1984) è un blogger, scrittore e attivista saudita. Nel 2008 fonda il sito indipendente per il pubblico dibattito Free saudi liberals, a causa del quale viene arrestato nel 2012 per oltraggio all’Islam tramite mezzi informatici e processato per apostasia. Viene condannato a una multa di circa 200.000 euro, dieci anni di carcere e mille frustate eseguite in una  pubblica piazza. Le prime 50 sono state inflitte il 9 gennaio 2015 ma poi sospese per motivi di salute. Il forum da lui creato si interroga sul ruolo della religione in Arabia Saudita, mirando a sostenere il dialogo e il confronto tra le varie comunità musulmane e non. La moglie e le sue tre bambine hanno trovato rifugio in Canada.

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