Rob Hopkins
L'attivista del verbo cominciare
READ SOULTALE / Come l'albero

Nel giardino dei miei nonni c'era un vecchio albero. Era cresciuto a sorte, in uno spazio troppo piccolo tra il muro della rimessa e la rete del pollaio. Negli anni, la rete se l'era letteralmente mangiata. Prima l'aveva spinta più in là, adagio, senza dare nell'occhio. La rete aveva fatto la pancia e qua e là le maglie si erano aperte. Ma dove la rete non aveva ceduto, l'albero le era cresciuto intorno e l'aveva inglobata nel suo tronco. Poi, però, si era piegato lui perché, lì dove cresceva, il sole non arrivava. Si era come proteso verso sud, puntellandosi contro il muro, in cerca di luce. Tra i rami c'erano nidi. Mio nonno me lo mostrava sempre: impara da lui, mi diceva. Che cosa ci fosse da imparare lo capii solo molti anni dopo. C'era da imparare la resilienza.

Resilienza non è resistenza, anzi è forse il suo contrario. È capacità di adattarsi al cambiamento e di trasformare difficoltà e crisi in opportunità. È elasticità, creatività e ingegno. È capacità di lettura critica della realtà, di pensiero libero e consapevole, di visione. È capacità di fare rete per agire, ritrovando ogni volta un proprio equilibrio. Come l'albero di mio nonno.

Voi ce l'avete la resilienza? La usate? E come? E nella vostra rete, famiglia, scuola, quartiere, quanta resilienza c'è? E quali effetti produce?

Non ditemi che non si può, che tanto non cambia niente, che ormai è troppo tardi, che il Paese è alla deriva, che bisogna avere conoscenze in alto o soldi a palate. Tutte scuse. Bisogna solo incominciare da noi. Anche piccole azioni possono innescare grandi cambiamenti.

Io l'ho fatto. Mio nonno, se mi vedesse adesso, sarebbe orgoglioso di me.

ABOUT / Rob Hopkins
Creative Commons. Author: Nils Aguilar.

Rob Hopkins (Londra, 1968) è un attivista e scrittore britannico. Fondatore del Transition Town Movement, si batte per instaurare un tipo di società profondamente diversa da quella attuale. Comunità capaci di rispondere alla crisi dilagante e inevitabile con armi nuove quali lo scambio, il riciclaggio, la condivisione di strumenti e conoscenze, l'autonomia energetica e alimentare, gli orti comuni, la moneta locale. Comunità sostenibili ed eque, a basso impatto ambientale e non più schiave del petrolio. Comunità di cittadini attivi e consapevoli, organizzati in reti. Comunità resilienti. Totnes, nel sud dell'Inghilterra, è stata la prima città di transizione (2005). Da lì il movimento si è diffuso in tutta Europa e oltre. Incredibilmente, anche in Italia.

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