Robert Capa
Il fotografo dell'inferno novecentesco
READ SOULTALE / La guerra attraverso la lente di una Leica

La trincea è stretta e bassa, maledettamente troppo bassa per dare l’illusione di un riparo. Le pallottole della mitragliatrice franchista saettano, guizzano, stridono sulle nostre teste.
Per la prima volta nella mia carriera di fotografo mi detesto per la mancanza di paura.
Non devo pensare a Gerda, se lo faccio sono spacciato. Colpa dei radi fili d’erba che scorgo sopra la linea della trincea. Sono fulvi come i suoi capelli corti, quasi da uomo, più comodi in questa vita di battaglie in Spagna.
I repubblicani sono con me. Vedo fucili vecchi, rimasugli di case di caccia dei nobili, abiti lisi e consunti, volti tesi allo spasimo. Passa un’ondata di uomini più freschi, poi un’altra e un’altra ancora. Tutti falciati, tutti distrutti, non esistono più. Chi sopravvive cerca riparo dove può, un sasso, un albero o il cadavere di un compagno.
Sentiamo i franchisti insultarci. Ogni tanto un temerario tra noi si sporge e colpisce con una schioppettata la postazione del nemico. Con quei ferri vecchi dubito anche che le pallottole possano arrivare al bersaglio.

Poi è un attimo. C’è un silenzio irreale. Il cielo è azzurro, come può esserlo in Andalusia in questa stagione. L’aria si ferma, come se si posasse su di noi e su ogni cosa.
Se la guerra è un’emozione è quest’attesa della morte. Quando l’uomo si scolla dal mondo, assume distanze dalla realtà e resta nella consapevole attesa della fine. La guerra è l’uomo e l’uomo è la guerra, purtroppo.

Un’altra ondata, devo fotografare o non resterà memoria, non occorre mettere a fuoco, né preparare. Alzo la macchinetta Leica al di sopra del lembo di terra che mi copre e tiene al riparo, immagino di sentirmi tranciare presto le dita. Sento un tonfo di fianco a me. Un uomo cade, i vestiti chiari iniziano a inzupparsi del suo stesso sangue, muore fulminato ancor prima di toccare terra.
Penso a Gerda e mi sento triste per quest’uomo che non riabbraccerà la sua amata, che non tornerà dall’ennesima guerra dell’uomo contro l’uomo.

ABOUT / Robert Capa

Robert Capa, pseudonimo di Endre Ernõ Friedman (Bupadest, 22 ottobre 1913 – provincia di Thai Binh, 25 maggio 1954) è stato un fotografo ungherese. Nato da una famiglia di origine ebraiche, fuggì dall'Ungheria e dalla Germania in seguito all’avvento di regimi di estrema destra e nazisti, e il suo peregrinare lo portò a fotografare la guerra civile spagnola. Nel 1936 scattò la celeberrima foto del miliziano morente che, insieme ad altre immagine iconiche, lo renderà per sempre uno dei maggiori fotografi del secolo scorso. Morì saltando su una mina mentre seguiva le operazioni militari francesi durante la Prima Guerra di Indocina.

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