Rodolfo Walsh
Il giornalista testimone di vite perdute
READ SOULTALE / Nero su bianco

Il giornalismo è un mestiere violento che ti obbliga a fare i conti con te stesso e con la tua coscienza. Devi decidere sin da subito, appena ti accingi a buttar giù l’articolo, se vuoi scrivere per tutti o solo per una piccola élite che ti paga. Io voglio che la mia voce arrivi a tutti e che l’eco si propaghi lontano. Cerco, indago e denuncio, perché è questa la missione del giornalista. Nulla di più. E allora quello che vedo è violenza, privazione della libertà, sterminio di chi la pensa diversamente e connivenza di tanti, di troppi.

Io non ci sto e forse per questo la pagherò cara, con la vita o con la tortura.

La dittatura mi ha tolto tutto, anche mia figlia, ma non mi ha ancora privato di una penna e di un foglio di carta con cui gridare il mio sdegno e offrire una testimonianza a chi verrà dopo questo scempio e a chi, ora, guarda in faccia il terrore senza voltarsi dall’altra parte. Sento di doverlo fare per evitare, tra qualche anno, di essere tutti orfani della verità nascosta dal ceto ricco, dalla Chiesa e dall’industria.

Nel frattempo un’intera generazione viene spazzata via, cancellata dalla faccia della terra, negata al tempo e allo spazio, con la mancanza di corpi su cui versare qualche lacrima. Questo pianto ininterrotto non voglio gettarlo al vento. Voglio metterlo nero su bianco, voglio che la parola scritta testimoni che Rodolfo Walsh era presente, ora e sempre, per dire no.

ABOUT / Rodolfo Walsh

Rodolfo Walsh (Lamarque, 9 gennaio 1927 – Buenos Aires, 25 marzo 1977) è stato un giornalista e scrittore argentino. Il giorno prima dell’inizio di una brutale dittatura, che provocò 30.000 desaparecidos, scrisse Lettera aperta di uno scrittore alla giunta militare in cui denunciava e chiedeva conto dei crimini perpetrati. Perseguì la verità e decise di scriverla, sempre. La sua vita fu costellata di capolavori e di segreti con cui cambiò persino la storia. Intercettò e decodificò un telex della CIA sull’invasione della Baia dei Porci e, proprio grazie alle sue informazioni, Fidel Castro si preparò all’attacco. Una parte della storia dell’America Latina fu così custodita e diffusa da questo straordinario giornalista che pagò con la morte il suo coraggio.

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